Epicondilite: cos’è, sintomi e come si cura

epicondilite trattata con magnetoterapia

Pubblicato: 3 Novembre 2018 · Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2026

L’epicondilite laterale, conosciuta come «gomito del tennista», è una tendinopatia inserzionale che interessa l’origine dei muscoli estensori del polso e delle dita sull’epicondilo laterale dell’omero, in particolare il tendine dell’estensore radiale breve del carpo.

Il suffisso «-ite» è in realtà impreciso. Gli studi istologici hanno mostrato che nel tendine non prevale un processo infiammatorio classico, ma un quadro degenerativo con disorganizzazione delle fibre di collagene e neovascolarizzazione: per questo in letteratura si preferisce il termine tendinopatia laterale del gomito. La distinzione non è accademica, perché spiega perché il riposo assoluto e i soli antinfiammatori spesso non risolvono il problema.

Colpisce soprattutto fra i 35 e i 55 anni e riguarda molto più i lavoratori manuali che i tennisti: gesti ripetuti di presa ed estensione del polso, uso di attrezzi vibranti, movimenti con carico in prono-supinazione. In questa pagina sono descritti sintomi, diagnosi e trattamenti con il supporto delle prove disponibili.

In sintesi

  • È una tendinopatia degenerativa dell’inserzione degli estensori del carpo, non una semplice infiammazione.
  • La diagnosi è clinica: dolore sull’epicondilo e all’estensione del polso contro resistenza.
  • Il trattamento di riferimento è l’esercizio con carico progressivo associato alla gestione delle attività che provocano dolore.
  • L’infiltrazione di cortisone dà sollievo rapido ma, negli studi randomizzati, porta a risultati peggiori a un anno rispetto alla fisioterapia o all’attesa.

Cause e fattori di rischio

Il meccanismo è il sovraccarico ripetuto del tendine: quando la richiesta supera in modo continuativo la capacità di adattamento del tessuto, la struttura del collagene si disorganizza e compare dolore. Non serve un trauma: il disturbo si sviluppa gradualmente nell’arco di settimane.

  • Gesti lavorativi ripetitivi con presa forte, estensione del polso e movimenti di prono-supinazione: falegnami, idraulici, cuochi, addetti alle linee di montaggio, parrucchieri.
  • Uso di attrezzi vibranti o di utensili pesanti mantenuti a lungo.
  • Sport con racchetta, soprattutto con tecnica scorretta nel rovescio, impugnatura inadeguata o incordatura troppo rigida.
  • Ridotta forza dei muscoli dell’avambraccio e della spalla, che aumenta il carico sul tendine.
  • Modificazioni del tessuto tendineo legate all’età e aumento improvviso del volume di lavoro o di allenamento.

Fumo, diabete e obesità sono stati associati a un decorso meno favorevole delle tendinopatie in generale.

Sintomi dell’epicondilite

Il sintomo principale è il dolore sulla faccia esterna del gomito, localizzato con precisione sull’epicondilo laterale e talvolta irradiato lungo la faccia dorsale dell’avambraccio. È tipicamente presente:

  • alla pressione sull’epicondilo e sull’origine dei tendini estensori;
  • durante e soprattutto dopo lo sforzo, con dolore che compare a distanza di ore;
  • nell’estensione del polso contro resistenza e nell’estensione contro resistenza del terzo dito;
  • nei movimenti di prono-supinazione con carico, come girare una chiave o strizzare un panno.

Un segno molto caratteristico è la riduzione della forza di presa: difficoltà a sollevare una tazza, a stringere la mano, a portare la borsa della spesa. Il dolore notturno può comparire nelle forme più avanzate. Gonfiore visibile, arrossamento e blocco articolare non sono tipici e, se presenti, orientano verso altre diagnosi.

Diagnosi e diagnosi differenziale

La diagnosi è clinica e si basa sulla localizzazione del dolore e sui test di provocazione, come l’estensione del polso contro resistenza a gomito esteso. Gli esami strumentali non sono necessari nei quadri tipici: l’ecografia può mostrare ispessimento e alterazioni del tendine, ma reperti simili si osservano anche in persone senza sintomi, quindi il referto va sempre letto insieme al quadro clinico. La risonanza magnetica si riserva ai casi dubbi o resistenti.

Vanno considerate altre condizioni che provocano dolore laterale al gomito: la sindrome del tunnel radiale (compressione del nervo interosseo posteriore, con dolore più distale e senza il tipico punto epicondiloideo), la radicolopatia cervicale C6-C7 con dolore riferito, l’artrosi radio-omerale, l’instabilità posterolaterale del gomito e, più raramente, lesioni osteocondrali. Il dolore sul versante interno del gomito corrisponde invece all’epitrocleite, o gomito del golfista, che è un’entità distinta.

Situazioni che richiedono una valutazione più approfondita

  • Dolore persistente da oltre 3-6 mesi nonostante un programma di esercizio corretto.
  • Formicolii, perdita di sensibilità o deficit di forza nell’estensione delle dita: possibile coinvolgimento nervoso.
  • Gonfiore, arrossamento o febbre; blocco articolare o sensazione di scatto.
  • Dolore comparso dopo un trauma diretto o una caduta.
  • Sintomi bilaterali o associati a dolore cervicale irradiato.

Trattamento: che cosa funziona davvero

Il decorso naturale è spesso favorevole, ma può essere lungo: molti pazienti migliorano nell’arco di 6-12 mesi anche senza interventi specifici. L’obiettivo del trattamento è accorciare questo percorso e ridurre le recidive.

Gestione del carico. Il riposo assoluto non è raccomandato: indebolisce ulteriormente il tendine. Serve invece ridurre temporaneamente i gesti che provocano dolore, modificare le impugnature, alternare compiti e distribuire le pause durante la giornata.

Esercizio. È l’intervento con le prove migliori. Le revisioni sistematiche mostrano che i programmi di esercizio ottengono risultati superiori ai trattamenti passivi, anche se l’entità dell’effetto è modesta. Il lavoro con resistenza progressiva, con particolare attenzione alla fase eccentrica degli estensori del polso, associato al rinforzo di avambraccio, spalla e scapola, è il riferimento attuale. La progressione va guidata dal dolore, che durante l’esercizio è tollerato se moderato e se regredisce entro le ore successive.

Infiltrazioni di corticosteroidi. Il punto più importante da conoscere: uno studio randomizzato pubblicato su JAMA nel 2013 e un precedente studio su Lancet del 2002 hanno mostrato che l’iniezione di cortisone dà un miglioramento rapido nelle prime settimane, ma a un anno i risultati sono peggiori rispetto alla fisioterapia o all’attesa, con un maggior numero di recidive. Non è quindi un trattamento di prima scelta.

Ortesi e tutori. La bracciale epicondiloidea o il polsino possono ridurre il dolore durante le attività, ma non modificano il decorso: sono un aiuto sintomatico da usare in modo mirato.

Altre opzioni. Onde d’urto, plasma ricco di piastrine e terapie iniettive alternative mostrano risultati contrastanti; la chirurgia è riservata ai casi resistenti dopo almeno sei mesi-un anno di trattamento conservativo ben condotto.

InterventoLivello delle proveNote pratiche
Esercizio con carico progressivoIl più solido fra i trattamenti conservativiEffetto superiore alle terapie passive, ma di dimensione modesta; richiede continuità per settimane.
Educazione e gestione del caricoFondamentale, sempre associataRidurre i gesti provocativi senza fermarsi del tutto.
Ortesi epicondiloideaSollievo sintomaticoUtile durante le attività lavorative o sportive; non modifica il decorso.
Infiltrazione di corticosteroideBeneficio a breve, esito peggiore a 1 annoDa riservare a casi selezionati e discutere con lo specialista.
Terapie fisiche (CEMP, laser, onde d’urto)Prove limitate o contrastantiRuolo accessorio, in aggiunta e non al posto dell’esercizio.
ChirurgiaCasi resistentiConsiderata dopo 6-12 mesi di trattamento conservativo adeguato.

Magnetoterapia CEMP nell’epicondilite

Va anche corretta un’affermazione ricorrente nei testi divulgativi, secondo cui la magnetoterapia agirebbe «riattivando la pompa sodio-potassio» e ristabilendo l’equilibrio idroelettrolitico della cellula. Si tratta di una semplificazione non supportata da prove cliniche: i meccanismi d’azione dei campi pulsati sono ancora oggetto di studio e non giustificano promesse di guarigione.

L’impostazione corretta è quindi questa: la magnetoterapia può accompagnare il percorso quando il dolore limita l’esecuzione degli esercizi, ma il trattamento che modifica realmente il decorso rimane il carico progressivo guidato dal fisioterapista. L’indicazione spetta al medico.

Controindicazioni e precauzioni

  • Pacemaker, defibrillatore o altri dispositivi impiantati attivi: la magnetoterapia non va utilizzata.
  • Gravidanza e applicazioni su tronco e bacino.
  • Tumori in atto, in particolare nella zona da trattare.
  • Epilessia non controllata, infezioni acute, febbre.
  • Presenza di mezzi di sintesi o interventi recenti sul gomito: valutazione del chirurgo.

Nessuna terapia fisica va iniziata senza una diagnosi medica: il dolore laterale del gomito può avere cause diverse dalla tendinopatia.

Domande frequenti sull’epicondilite

Quanto tempo ci vuole per guarire?

I tempi sono più lunghi di quanto si pensi: il miglioramento significativo richiede in genere da 6 settimane a 3 mesi con un programma di esercizio costante, e in una parte dei pazienti il recupero completo arriva entro l’anno. La variabile decisiva è la continuità: interrompere gli esercizi appena il dolore si riduce è la causa più frequente di ricaduta.

Devo fermarmi completamente?

No. Il riposo assoluto peggiora la capacità di carico del tendine. Si riducono temporaneamente i gesti che scatenano il dolore e si modificano impugnature, pesi e pause, mantenendo però l’attività e introducendo gli esercizi terapeutici.

L’infiltrazione di cortisone è la soluzione più veloce?

Dà sollievo rapido, ma gli studi randomizzati mostrano che a distanza di un anno chi ha ricevuto l’infiltrazione sta peggio, con più recidive, rispetto a chi ha svolto fisioterapia o ha semplicemente atteso. Va quindi considerata solo in casi selezionati e discussa con lo specialista.

Il tutore serve?

Il bracciale epicondiloideo può ridurre il dolore durante le attività più impegnative e aiutare nella fase iniziale, ma non cura la tendinopatia. Va usato in modo mirato e non tutto il giorno, perché non sostituisce il lavoro di rinforzo.

La magnetoterapia può sostituire la fisioterapia?

No. Può essere un supporto per la gestione del dolore, ma il trattamento che modifica il decorso è l’esercizio con carico progressivo. Le due cose vanno associate, non alternate, e l’indicazione deve arrivare dal medico.

Noleggio della magnetoterapia CEMP a domicilio

Quando il medico prescrive un ciclo di magnetoterapia CEMP a supporto del percorso riabilitativo, è possibile effettuarlo a casa con un apparecchio professionale a noleggio. Dettagli su dispositivi, durata e modalità sono nella pagina noleggio della magnetoterapia e nella sezione contatti.

Il noleggio è attivabile con prescrizione medica, che indica programma e numero di applicazioni. Possono interessare anche gli approfondimenti su brachialgia, contratture muscolari e elettrostimolazione muscolare.

Fonti scientifiche

  • Coombes BK et al. Effect of corticosteroid injection, physiotherapy, or both on clinical outcomes in patients with unilateral lateral epicondylalgia: a randomized controlled trial. JAMA, 2013. PubMed
  • Smidt N et al. Corticosteroid injections, physiotherapy, or a wait-and-see policy for lateral epicondylitis: a randomised controlled trial. The Lancet, 2002. PubMed
  • Coombes BK et al. Efficacy and safety of corticosteroid injections and other injections for management of tendinopathy: a systematic review of randomised controlled trials. The Lancet, 2010. PubMed
  • Exercise interventions in lateral elbow tendinopathy have better outcomes than passive interventions, but the effects are small: a systematic review and meta-analysis of 2123 subjects in 30 trials. British Journal of Sports Medicine, 2021. PubMed
  • The beneficial effects of eccentric exercise in the management of lateral elbow tendinopathy: a systematic review and meta-analysis. Journal of Clinical Medicine, 2021. PubMed
  • Physiotherapy treatment of lateral epicondylitis: a systematic review. Journal of Back and Musculoskeletal Rehabilitation, 2022. PubMed
  • Efficacy of physical therapy for the treatment of lateral epicondylitis: a meta-analysis. BMC Musculoskeletal Disorders, 2015. PubMed
  • Uzunca K et al. Effectiveness of pulsed electromagnetic field therapy in lateral epicondylitis. Clinical Rheumatology, 2007. PubMed

Avvertenza importante

Quanto riportato in questa pagina serve a orientare il lettore e non costituisce né un articolo scientifico né un parere medico: la diagnosi e la scelta del trattamento spettano al medico dopo la valutazione clinica. I riferimenti bibliografici indicati provengono da riviste indicizzate in PubMed e sono stati selezionati per trasparenza, ma non descrivono il tuo caso specifico. La magnetoterapia CEMP e gli altri dispositivi citati vanno utilizzati soltanto su indicazione e prescrizione medica. In caso di dubbi, sintomi nuovi o improvviso peggioramento è bene consultare tempestivamente un professionista sanitario.

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