Cos’è la Brachialgia? Quale cura?

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La condizione di dolore al braccio, dovuto a schiacciamento o irritazione di un nervo spinale del collo, frequentemente le radici nervose che originano da C7 e C6, viene detta “brachialgia”.

In realtà, la brachialgia può essere sintomo di altri disturbi e malattie come: alterazioni degenerativi delle articolazioni intervertebrali, artrosi cervicale, ernia discale, malattie degenerative dei dischi cervicali, progressiva degenerazione del disco legata all’invecchiamento, prolasso intervertebrale, osteofiti, spondilosi, tumori del rachide etc…

Un paziente risulta più esposto al rischio di brachialgia in occasione di ricorrenti infezioni della colonna vertebrale, lavori pesanti,tabagismo e sport di potenza. Inoltre, non è raro che due condizioni patologiche, che possono determinare brachialgia, coesistano e si manifestino contemporaneamente.

 

Tra i giovani, solitamente, la brachialgia è sintomo di un’ernia discale cervicale mentre, nei pazienti più anziani, il dolore è generalmente causato da un restringimento del canale foraminale e spinale.

Come già detto, il sintomo fondamentale è il dolore cervicale che si irradia al braccio, accompagnato da altri sintomi come dolore scapolare e cervicale, indebolimento e perdita di forza muscolare del braccio, formicolii e sensazione di scosse elettriche al braccio e alla mano.

 

Come viene fatta la diagnosi? Sicuramente, un paziente che lamenta dolore cervicale diffuso e continuo lungo il braccio deve essere sottoposto ad indagini diagnostiche, che prevedono una serie di test tra cui: anamnesi ed esame obiettivo, imaging del rachide.

Quali sono questi test di imaging? Innanzitutto, la radiografia, che permette di avere una visione generale di ossa e tessuti de collo, poi la TC, che mette in luce eventuali alterazioni strutturali-ossee, TC+mielografia, che valuta la gravità dell’eventuale lesione al rachide, localizzando precisamente la compressione del midollo spinale, risonanza magnetica,che rileva eventuali lesioni ai tessuti molli (come ernia del disco), elettromiografia, che permette di valutare le anomalie della radice nervosa ed escludere altre cause neurologiche.

Esistono diverse possibilità di intervento, a seconda della causa che ha originato il disturbo.

L’utilizzo di farmaci come FANS, oppioidi e talvolta anticonvulsivanti, sono i più utilizzati per il trattamento del dolore acuto, quando quest’ultimo è molto serio tanto da compromettere le attività lavorative-sociali, il medico può suggerire l’iniezione di sostanze anestetiche direttamente nel nervo coinvolto, sotto guida radiologica di una TC.

Il paziente con brachialgia può trarre sollievo anche con terapie fisiche, come massaggi, fisioterapie e magnetoterapia.

 

La magnetoterapia cemp a bassa frequenza , infatti, sfrutta i campi magnetici pulsati, per curare diverse malattie, in particolare quelle legate a dolori ossei e articolari.

La Magnetoterapia a bassa frequenza ha diversi effetti positivi: innanzitutto, allevia il dolore, agendo come un potente analgesico, accelera i processi riparativi, stimola l’osmosi cellulare, migliora l’ossigenazione e il nutrimento dei tessuti, riduce le infiammazioni, stimola il riassorbimento degli edemi e rigenera le cellule prive di energia.

 

Inoltre, la magnetoterapia a campi magnetici pulsatili non ha controindicazioni, è indolore, ha un’esecuzione semplice e rapida e si associa bene a molte altre terapie convenzionali.

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