Fratture ossee: tipi, sintomi, guarigione e trattamento

magnetoterapia e fratture

Pubblicato: 29 Dicembre 2018 · Ultimo aggiornamento: 4 Agosto 2026

In sintesi

  • Composta significa che i frammenti sono rimasti allineati; scomposta significa che si sono spostati. Non ha nulla a che vedere con la pelle.
  • Chiusa ed esposta indicano invece se la cute è integra oppure interrotta con l’osso in comunicazione con l’esterno: la frattura esposta è un’urgenza chirurgica.
  • Le fratture da fragilità nell’anziano dipendono dall’osteoporosi e richiedono anche il trattamento della malattia ossea, non solo dell’osso rotto.
  • Le fratture da stress colpiscono soprattutto metatarsi e tibia negli sportivi e possono non essere visibili alla radiografia iniziale.
  • La guarigione richiede in media 6-12 settimane, con ampie variazioni per sede, età e condizioni generali.
  • Nel ritardo di consolidazione e nella pseudoartrosi la magnetoterapia CEMP è una delle opzioni biofisiche più studiate, con prove ancora non conclusive: è un supporto prescritto dal medico.

Che cos’è una frattura e perché si verifica

L’osso è un tessuto vivo, capace di deformarsi entro certi limiti e di ripararsi. Quando la forza applicata supera la sua resistenza meccanica si produce una frattura. Si distinguono tre grandi meccanismi:

  • Frattura traumatica: l’osso è sano e il trauma è sufficientemente energico (incidente stradale, caduta dall’alto, infortunio sportivo).
  • Frattura da fragilità: l’osso è indebolito, tipicamente dall’osteoporosi, e si rompe per un trauma minimo, come una caduta dalla propria altezza. Sono tipiche di polso, femore prossimale, omero prossimale e vertebre.
  • Frattura patologica: l’osso è alterato da una lesione locale (tumore primitivo o metastasi, cisti ossee, infezioni) e cede anche senza trauma significativo.

La resistenza dell’osso dipende da età, sesso, densità minerale, stato nutrizionale, terapie in corso e sede scheletrica. Dopo la menopausa la perdita di massa ossea accelera e il rischio di frattura aumenta in modo marcato; per questo, davanti a una frattura da trauma modesto in una persona sopra i 50 anni, è indicato valutare anche l’osteoporosi.

Come si classificano le fratture

Su questo punto circolano molte imprecisioni. La classificazione corretta usa criteri distinti, che vanno combinati fra loro e non confusi.

CriterioTipiSignificato
Rapporto con la cuteChiusa / EspostaNella frattura chiusa la pelle è integra. Nella frattura esposta (o aperta) la cute è interrotta e il focolaio comunica con l’esterno: alto rischio di infezione, richiede pulizia chirurgica urgente e antibiotici
Posizione dei frammentiComposta / ScompostaComposta: i frammenti restano nella posizione anatomica. Scomposta: i frammenti si sono spostati, angolati o ruotati e spesso vanno ridotti
Estensione della rimaCompleta / IncompletaLa frattura completa attraversa tutto lo spessore dell’osso; l’incompleta ne interessa solo una parte (nel bambino: frattura a legno verde)
Orientamento della rimaTrasversa, obliqua, spiroide, longitudinaleRiflette il meccanismo del trauma: la spiroide indica una torsione, la trasversa un colpo diretto
Numero di frammentiSemplice / Pluriframmentaria (comminuta)La frattura semplice ha due frammenti; la pluriframmentaria ne ha tre o più ed è in genere più instabile
MeccanismoTraumatica, da fragilità, patologica, da stressOrienta sia il trattamento della frattura sia la ricerca della causa sottostante

Espressioni come «frattura chiusa esposta» non hanno significato clinico: chiusa ed esposta sono condizioni opposte. Allo stesso modo, una frattura composta non è una frattura con osso che fuoriesce dalla pelle, ma esattamente il contrario di una scomposta.

Fratture da stress: la frattura dello sportivo

La frattura da stress è l’ultimo stadio di una lesione ossea da sovraccarico: il rimodellamento non riesce a stare al passo con i microdanni prodotti da carichi ripetuti. Colpisce soprattutto tibia, metatarsi, calcagno, collo del femore e sacro, in corridori, militari, ballerini e in chi aumenta troppo rapidamente il volume di allenamento.

Il dolore compare inizialmente solo durante l’attività, poi anche a riposo, ed è localizzato e riproducibile alla pressione. La radiografia nelle prime due-tre settimane può risultare negativa: quando il sospetto clinico è forte serve la risonanza magnetica, l’esame più sensibile.

Alcune sedi sono considerate ad alto rischio, perché tendono alla mancata guarigione: collo del femore in versante superiore, rotula, malleolo mediale, base del quinto metatarso, scafoide tarsale. In questi casi il trattamento è più prudente e talvolta chirurgico. Vanno inoltre indagati i fattori favorenti: bassa disponibilità energetica, disturbi del ciclo mestruale, carenza di vitamina D, calzature ed errori di programmazione.

Sintomi e segni

  • Dolore intenso nel punto della lesione, che aumenta al carico e alla mobilizzazione.
  • Impotenza funzionale: difficoltà o impossibilità a muovere o caricare il segmento.
  • Tumefazione ed ematoma nella zona interessata.
  • Deformità, accorciamento o rotazione anomala dell’arto nelle fratture scomposte.
  • Motilità preternaturale e crepitio: segni certi di frattura, che non vanno ricercati attivamente per non aggravare il danno.

Nelle fratture vertebrali da fragilità il quadro può essere sfumato: dolore dorsale o lombare comparso senza trauma evidente, perdita di statura, accentuazione della cifosi.

Situazioni da pronto soccorso immediato

  • Osso visibile o ferita in corrispondenza del focolaio: frattura esposta.
  • Deformità marcata, accorciamento o rotazione dell’arto.
  • Arto freddo, pallido o cianotico, assenza di polso: sospetta lesione vascolare.
  • Perdita di sensibilità o di forza a valle della frattura.
  • Dolore sproporzionato e tensione «a legno» del segmento: possibile sindrome compartimentale.
  • Trauma cranico, toracico o addominale associato, o frattura di femore e bacino.
  • Nell’anziano, incapacità a caricare dopo una caduta anche apparentemente banale.

Diagnosi

La valutazione parte dalla dinamica del trauma e dall’esame clinico, che comprende sempre il controllo della sensibilità, della motilità e dei polsi periferici a valle della lesione.

  • Radiografia in due proiezioni: è l’esame di primo livello e nella grande maggioranza dei casi è sufficiente.
  • Tomografia computerizzata: indicata nelle fratture articolari, del bacino, della colonna e nelle pluriframmentarie, per pianificare l’intervento.
  • Risonanza magnetica: esame di riferimento per le fratture da stress, per le fratture occulte e per valutare l’edema osseo e i tessuti molli.
  • Densitometria ossea (DXA): da richiedere dopo una frattura da fragilità, insieme agli esami del metabolismo osseo.

Trattamento e tempi di consolidazione

L’obiettivo è ottenere una guarigione ossea in posizione corretta e recuperare la funzione. Le strade sono due.

Trattamento conservativo. Si utilizza nelle fratture composte e stabili: riduzione se necessaria, immobilizzazione con apparecchio gessato, tutore o splint, controlli radiografici seriati e ripresa progressiva del carico secondo indicazione. L’immobilizzazione è limitata al tempo strettamente necessario, perché l’inattività prolungata provoca rigidità articolare, atrofia muscolare e perdita di massa ossea.

Trattamento chirurgico. Indicato nelle fratture scomposte, instabili, articolari, esposte e in molte fratture dell’anziano. Si utilizzano placche e viti, chiodi endomidollari, fili o fissatori esterni. Nelle fratture esposte la priorità è la pulizia chirurgica precoce associata alla profilassi antibiotica e antitetanica.

In entrambi i casi la riabilitazione è parte del trattamento e non un’aggiunta facoltativa: mobilizzazione precoce delle articolazioni libere, recupero dell’articolarità, rinforzo muscolare e rieducazione al carico.

I tempi medi di consolidazione variano molto: circa 4-6 settimane per le ossa della mano, 6-8 settimane per il polso, 8-12 settimane per tibia e femore, con recupero funzionale completo spesso più lungo. Età avanzata, fumo, diabete, malnutrizione, carenza di vitamina D, uso prolungato di cortisonici e infezioni rallentano la guarigione.

Ritardo di consolidazione e pseudoartrosi

Si parla di ritardo di consolidazione quando la guarigione procede più lentamente del previsto per quella sede, e di pseudoartrosi (mancata consolidazione) quando il processo si è arrestato e non c’è più progressione della callo osseo. Le cause sono meccaniche (instabilità, distanza eccessiva fra i frammenti) e biologiche (scarsa vascolarizzazione, infezione, fumo, patologie sistemiche).

Il trattamento può richiedere una revisione chirurgica con stabilizzazione più efficace ed eventuale innesto osseo. Accanto a queste soluzioni si utilizzano metodiche biofisiche non invasive, come gli ultrasuoni pulsati a bassa intensità e i campi elettromagnetici pulsati, che agiscono stimolando l’attività osteogenetica nel focolaio.

Magnetoterapia CEMP nelle fratture: che cosa dicono gli studi

La magnetoterapia CEMP impiega campi elettromagnetici pulsati a bassa frequenza e bassa intensità. Nel tessuto osseo l’effetto studiato è la stimolazione dell’attività degli osteoblasti e dei processi di formazione del callo, con un possibile contributo al controllo dell’edema osseo e del dolore.

Nella pratica la prescrizione riguarda soprattutto il ritardo di consolidazione, la pseudoartrosi, le fratture a rischio (scafoide, quinto metatarso, tibia) e l’edema osseo post-traumatico. Il ciclo domiciliare prevede applicazioni quotidiane prolungate, spesso notturne, per diverse settimane; parametri e durata sono stabiliti dal medico.

Controindicazioni e avvertenze

  • Pacemaker, defibrillatore impiantabile, neurostimolatori, pompe di infusione impiantate.
  • Gravidanza.
  • Neoplasie in atto o in corso di trattamento; frattura patologica non ancora inquadrata.
  • Infezioni in atto nel focolaio di frattura o ferite infette.
  • I mezzi di sintesi metallici (placche, viti, chiodi) non rappresentano di per sé una controindicazione, ma l’indicazione va sempre confermata dall’ortopedico.
  • La magnetoterapia non sostituisce l’immobilizzazione, il rispetto dei tempi di carico e i controlli radiografici.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole perché una frattura guarisca?

Dipende dall’osso e dalla persona: indicativamente da 4-6 settimane per le piccole ossa della mano a 8-12 settimane o più per femore e tibia. La consolidazione radiografica precede di poco la ripresa funzionale completa, che può richiedere ulteriori mesi di riabilitazione.

Composta vuol dire meno grave?

In genere sì, perché i frammenti sono allineati e spesso basta l’immobilizzazione. Ma la gravità dipende anche dalla sede, dal coinvolgimento articolare e dallo stato dei tessuti molli: una frattura composta del collo del femore, per esempio, resta una condizione impegnativa.

Si può camminare con una frattura da stress?

Continuare a caricare mantenendo il gesto che ha provocato la lesione è l’errore più comune e può trasformare una fissurazione in una frattura completa. Il carico va modulato secondo l’indicazione medica, con sospensione dell’attività sportiva e ripresa graduale per criteri.

La magnetoterapia accelera la guarigione di una frattura semplice?

Nelle fratture che consolidano regolarmente non c’è motivo di aggiungerla: il beneficio dimostrato riguarda soprattutto le situazioni difficili, come il ritardo di consolidazione o la pseudoartrosi. La decisione spetta all’ortopedico.

Serve prendere calcio e vitamina D?

Un apporto adeguato di calcio, proteine e vitamina D sostiene la riparazione ossea, e la correzione di una carenza documentata è utile. Non si tratta però di un integratore da assumere in automatico: dosaggi e durata vanno concordati con il medico, soprattutto in presenza di osteoporosi o di malattie renali.

Noleggio della magnetoterapia CEMP a domicilio

Quando l’ortopedico prescrive un ciclo di magnetoterapia dopo una frattura, il trattamento si esegue a casa, anche di notte. Nella sezione dedicata al noleggio della magnetoterapia CEMP trovi apparecchi, consegna e assistenza; per un consiglio sul dispositivo più adatto alla sede della frattura puoi scriverci dalla pagina contatti.

Abbiamo approfondimenti dedicati alle sedi più frequenti: frattura di Colles, frattura dello scafoide, frattura del metatarso e frattura del femore.

Fonti scientifiche

Contenuti basati su revisioni sistematiche, metanalisi e revisioni pubblicate su riviste con revisione fra pari.

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Avvertenza importante

Questo contenuto ha una finalità informativa e divulgativa: non è un articolo scientifico originale, non sostituisce la visita medica e non permette di formulare una diagnosi a distanza. Le informazioni riportate derivano da pubblicazioni indicizzate in PubMed e da linee guida, ma vanno sempre interpretate dal professionista che conosce il singolo caso. Prima di iniziare, sospendere o modificare qualsiasi terapia, compresa la magnetoterapia CEMP, è necessario il parere del medico curante o dello specialista. In presenza di dolore intenso, deformità, perdita di forza o di sensibilità è opportuno rivolgersi subito a un pronto soccorso.

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