Frattura di Colles (polso): sintomi, cura e tempi di recupero

Pubblicato: 6 Settembre 2021 · Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2026

La frattura di Colles è la frattura dell’estremità distale del radio con spostamento dorsale del frammento distale. È la frattura più frequente dell’arto superiore e una delle più comuni in assoluto, tipica sia del giovane sportivo dopo un trauma ad alta energia sia della persona anziana con osteoporosi dopo una caduta banale. In questa guida vediamo cause, sintomi, diagnosi, trattamento, tempi di recupero e il ruolo delle terapie fisiche, magnetoterapia CEMP compresa.

Che cos’e la frattura di Colles

Il radio distale forma, insieme all’ulna, la superficie articolare su cui si appoggiano le ossa del carpo. Nella frattura di Colles la rima di frattura ha in genere un decorso trasversale, pochi centimetri sopra l’articolazione, e il frammento distale si sposta verso il dorso del polso. La lesione prende il nome dal chirurgo irlandese Abraham Colles, che la descrisse nel 1814.

Quando lo spostamento del frammento avviene invece verso il lato palmare si parla di frattura di Smith (o di Colles inversa); se la rima interessa la superficie articolare la frattura viene definita articolare e richiede maggiore attenzione, perché condiziona il risultato funzionale a distanza.

Cause e fattori di rischio

Il meccanismo classico è indiretto: la caduta sul palmo della mano con polso in estensione, il gesto istintivo di difesa quando si perde l’equilibrio. Le energie in gioco cambiano molto con l’età.

  • Nell’anziano è sufficiente una caduta a terra da stazione eretta: il fattore determinante è la fragilità ossea da osteoporosi.
  • Nel giovane servono energie maggiori: sport (sci, snowboard, ciclismo, pattinaggio, arti marziali), incidenti stradali, cadute dall’alto.

Sono fattori di rischio l’osteoporosi, il sesso femminile dopo la menopausa, precedenti fratture da fragilità, la carenza di vitamina D, i disturbi dell’equilibrio e le terapie che aumentano il rischio di caduta.

Sintomi e segni

  • dolore intenso e immediato al polso, accentuato dalla pressione sul punto di frattura;
  • tumefazione rapida del polso, spesso con ecchimosi diffusa al polso e alla mano;
  • impotenza funzionale: difficoltà o impossibilità a muovere il polso e a stringere;
  • nelle forme scomposte, deformità caratteristiche come il dorso di forchetta (profilo dorsale angolato) o la deformità a baionetta (deviazione radiale della mano);
  • talvolta formicolii alle dita, in particolare al territorio del nervo mediano, per l’edema e la compressione nel canale carpale.

Quando andare subito in ospedale

È necessaria una valutazione urgente in pronto soccorso in caso di deformità evidente del polso, ferita aperta sul focolaio di frattura, dita pallide o fredde, perdita di sensibilità o difficoltà a muovere le dita, dolore che aumenta progressivamente sotto il gesso: questi ultimi segni possono indicare una compressione nervosa o vascolare che va trattata rapidamente.

Diagnosi

La diagnosi è clinica e radiografica: la radiografia del polso in due proiezioni conferma la frattura e mostra scomposizione, accorciamento e inclinazione della superficie articolare. La TC viene richiesta nelle fratture articolari o comminute per pianificare l’intervento, la RM solo quando si sospettano lesioni associate dei legamenti o della fibrocartilagine triangolare. È sempre utile valutare anche l’ulna distale e le ossa del carpo, perché le lesioni associate, come la frattura della stiloide radiale o dello scafoide, non sono rare.

Trattamento

Trattamento conservativo

Nelle fratture composte o riducibili e stabili si procede a riduzione incruenta (manovre esterne in anestesia locale o sedazione) e immobilizzazione con apparecchio gessato o tutore rigido per un periodo che di norma va dalle 4 alle 6 settimane, con controlli radiografici per verificare che la posizione si mantenga.

Trattamento chirurgico

Si ricorre alla chirurgia quando la frattura è instabile, molto scomposta, articolare o quando la riduzione non si mantiene. Le opzioni comprendono la sintesi con placca volare a stabilità angolare, i fili di Kirschner, la fissazione esterna e, nei casi complessi, la combinazione di più tecniche. Nell’anziano con basse richieste funzionali la letteratura mostra che un risultato radiografico imperfetto non corrisponde necessariamente a un risultato funzionale insoddisfacente: la scelta va quindi personalizzata sull’autonomia e sulle esigenze della persona.

Riabilitazione

La riabilitazione inizia durante l’immobilizzazione, con la mobilizzazione delle dita, del gomito e della spalla e con il controllo dell’edema (arto sollevato, movimento attivo delle dita). Dopo la rimozione del gesso il programma prevede recupero progressivo dell’articolarità di polso e avambraccio, esercizi di rinforzo della presa e, in seguito, rieducazione funzionale ai gesti quotidiani e sportivi. Le linee guida di pratica clinica dedicate alla riabilitazione delle fratture di radio distale raccomandano l’esercizio terapeutico attivo come intervento principale.

Tempi di recupero

  • 4-6 settimane: consolidazione clinica e rimozione dell’immobilizzazione nella maggior parte dei casi trattati in modo conservativo.
  • 2-3 mesi: recupero della maggior parte dell’articolarità e delle attività quotidiane.
  • 6-12 mesi: recupero completo della forza di presa e ritorno agli sport di contatto o di carico sul polso; una rigidità residua modesta può persistere più a lungo, soprattutto nell’anziano.

I tempi sono indicativi: dipendono dal tipo di frattura, dall’età, dalla qualità dell’osso e dall’aderenza al programma riabilitativo.

Complicanze

Le complicanze possono essere immediate o tardive.

  • Consolidazione viziosa: se la frattura consolida senza che sia stata ripristinata la corretta inclinazione della superficie articolare del radio, restano un difetto estetico e soprattutto una limitazione funzionale, con riduzione della flesso-estensione e della forza.
  • Sindrome dolorosa regionale complessa (algodistrofia o morbo di Sudeck): dolore sproporzionato, gonfiore, alterazioni del colore e della temperatura della pelle, rigidità e osteoporosi localizzata. Va riconosciuta precocemente perché il trattamento tempestivo migliora la prognosi; approfondimento nella pagina dedicata all’algodistrofia alla mano.
  • Sindrome del tunnel carpale post-traumatica e altre neuropatie da compressione.
  • Rigidità articolare e tendinopatie, ritardo di consolidazione o pseudoartrosi (poco frequenti in questa sede), artrosi post-traumatica del polso nelle fratture articolari.

Magnetoterapia CEMP nella frattura di polso

Nelle fratture del polso si utilizzano solenoidi o piastre applicate sul segmento interessato, anche sopra il gesso o il tutore. Le sedute sono in genere prolungate, da alcune ore al giorno, ripetute quotidianamente per diverse settimane: durata, intensità e frequenza vanno stabilite dal medico o dal tecnico ortopedico in base alla fase di guarigione. Altre esperienze sul tema sono raccolte nella pagina sui risultati della magnetoterapia nelle fratture.

Controindicazioni della magnetoterapia

La magnetoterapia CEMP non va utilizzata in presenza di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati, in gravidanza, in caso di neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento e di epilessia non controllata. In presenza di mezzi di sintesi metallici (placche, viti, fili) l’applicazione è generalmente possibile, ma va confermata dallo specialista.

Prevenzione

Poiché molte fratture di Colles nell’adulto sono fratture da fragilità, la prevenzione passa dalla salute dell’osso e dalla riduzione del rischio di caduta: valutazione e trattamento dell’osteoporosi, apporto adeguato di calcio e vitamina D secondo indicazione medica, attività fisica con esercizi di equilibrio e forza, correzione dei deficit visivi, revisione dei farmaci che favoriscono le cadute e messa in sicurezza degli ambienti domestici (tappeti, illuminazione, bagno).

Domande frequenti

Quanto tempo si porta il gesso per una frattura di Colles?

In genere da 4 a 6 settimane nelle fratture trattate senza intervento, con controlli radiografici intermedi. Il tempo può variare in base al tipo di frattura e alla stabilita della riduzione.

Serve sempre l’intervento chirurgico?

No. La maggior parte delle fratture composte o riducibili si tratta con riduzione e immobilizzazione. L’intervento è indicato nelle fratture instabili, articolari o molto scomposte.

Quando si può tornare a guidare o a lavorare?

Dopo la rimozione dell’immobilizzazione e con un recupero sufficiente di mobilità e forza, in genere tra la sesta e la decima settimana per le attività leggere. Per i lavori manuali pesanti i tempi sono più lunghi e vanno valutati caso per caso.

La magnetoterapia si può fare con il gesso?

Sì: il campo elettromagnetico attraversa gesso e tutori, quindi l’applicazione è possibile anche a immobilizzazione in sede, sempre dopo indicazione medica.

Il polso resterà gonfio o rigido?

Un gonfiore e una rigidità iniziali sono normali e migliorano con la mobilizzazione. Se il dolore è sproporzionato e persistente, con pelle lucida e cambiamenti di colore, va esclusa un’algodistrofia.

Noleggio della magnetoterapia CEMP a domicilio

La magnetoterapia CEMP può essere effettuata a casa con un dispositivo professionale a noleggio, senza acquistarlo: il servizio prevede consegna e ritiro a domicilio e assistenza telefonica per l’impostazione dei programmi. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del noleggio magnetoterapia.

Fonti scientifiche

  • Distal Radius Fracture Rehabilitation. Clinical practice guideline. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, 2024;54(9):CPG1-CPG78. PubMed
  • Evidence-Based Review of Distal Radius Fractures. Orthopedic Clinics of North America, 2018;49(2):211-222. PubMed
  • Distal radius fracture management in elderly patients: a literature review. Journal of Hand Surgery (Am), 2008. PubMed
  • Effects of pulsed electromagnetic fields on bone fractures: a systematic review update. European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, 2024;60(6). PubMed

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Avvertenza importante

Testo a carattere divulgativo, redatto a fini informativi: non è un articolo scientifico e non ha valore di consulto medico o di linea guida clinica.

Sintomi simili possono dipendere da cause molto diverse: solo il medico, dopo la visita e gli esami necessari, può formulare la diagnosi e indicare la terapia. Avvisa sempre il medico prima di iniziare un trattamento.

La magnetoterapia va impiegata esclusivamente dietro prescrizione medica e nel rispetto delle controindicazioni riportate in questa pagina.

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