La magnetoterapia cemp in caso di fratture

la magnetoterapia in caso di fratture

La magnetoterapia cemp in caso di fratture

Il termine frattura indica l’interruzione della continuità di un osso. Essa può essere di origine 

  • traumatica
  • patologica
  • chirurgica.

Nel primo caso, l’intensità della sollecitazione esterna supera i limiti della normale resistenza ossea;

Nel secondo caso è la diminuita resistenza dell’osso (osteoporosi, metastasi, cisti etc…) il fattore responsabile della frattura;

Nel terzo caso l’interruzione viene provocata a scopo terapeutico per correggere, ad esempio, una deformità scheletrica.

Le fratture vengono classificate in diversi modi:

in base all’integrità della cute che riveste l’osso interessato dal processo traumatico, si distinguono in:

  • fratture chiuse e fratture esposte; in rapporto al numero delle interruzioni scheletriche che interessano uno stesso segmento si distinguono fratture unifocali (un solo focolaio di frattura), fratture bifocali e trifocali; in base alla zona di interesse si distinguono fratture diafisarie, metafisarie o epifisarie.

Il quadro clinico comprende:

crepitazione, per attrito reciproco delle superfici di frattura, mobilità preternaturale, per discontinuità del segmento osseo interessato, atteggiamento spesso caratteristico, di difesa o di riposo dell’arto traumatizzato, deformità, dolore spontaneo, ecchimosi, tumefazione locale, impotenza funzionale.

La frattura è una lesione che per sua natura tende spontaneamente a riparare con formazione di tessuto osseo neoformato – il callo osseo. La guarigione di una frattura è un fenomeno naturale che si verifica, però, quando siano assicurati: il contatto reciproco delle superfici di frattura, l’immobilità dei frammenti ossei e un’adeguata vascolarizzazione dei frammenti stessi. Quando sussistono tali condizioni, la consolidazione avviene normalmente entro un determinato periodo di tempo che rappresenta il “tempo normale di consolidazione”, che va da un minimo di 15-20 giorni a un massimo di 5-6 mesi. Ogni alterazione del normale processo riparativo di una frattura viene chiamato “disturbo di consolidazione”.

Proprio nel caso di fratture che richiedono tempi di guarigione più lunghi, oltre alle terapie tradizionali, un valido aiuto può essere fornito dalla magnetoterapia cemp.

Questa, infatti, è particolarmente indicata in tutte le patologie caratterizzate da dolore e infiammazione e per la stimolazione della formazione del callo osseo. Generalmente, va usata circa 6-8 ore a seduta e, in base alle indicazioni del medico, la terapia può durare da un minimo di 2 settimane fino a 5-6 mesi nei ritardi di consolidazione. Per favorire la formazione di callo osseo dopo una frattura o intervento chirurgico, la durata minima di ogni seduta giornaliera è di 2 ore consecutive e varia a seconda delle dimensioni dell’arto.

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