Frattura del metatarso: sintomi, diagnosi e trattamento
Frattura del metatarso: sintomi, diagnosi e trattamento
Che cos'è il metatarso
Pubblicato: 10 Febbraio 2023 · Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2026
Il metatarso è la parte centrale del piede, formata da cinque ossa lunghe che collegano le ossa del tarso alle falangi delle dita. Sostiene il peso del corpo nella fase di spinta del passo e contribuisce all’ammortizzazione del carico: per questo le sue fratture, molto frequenti in traumatologia del piede, influiscono direttamente sul cammino.
Le fratture dei metatarsi si distinguono in traumatiche, dovute a un colpo diretto o a una torsione del piede, e da stress, provocate da microtraumi ripetuti tipici della corsa, della danza e delle marce prolungate. Una menzione a parte merita il quinto metatarso, dove la sede della frattura cambia in modo sostanziale la prognosi.
In sintesi
- La maggior parte delle fratture dei metatarsi guarisce senza intervento chirurgico, con scarico e calzatura adeguata.
- La sede conta: la frattura alla base del quinto metatarso ha un decorso diverso da quella della giunzione metafiso-diafisaria (frattura di Jones), che consolida più lentamente.
- Le fratture da stress possono non comparire nella prima radiografia: se il dolore persiste va ripetuta o approfondita.
- Il ritorno all'attività sportiva è graduale e va guidato dai sintomi e dai controlli radiografici.
- La magnetoterapia CEMP è un supporto nei casi con consolidazione lenta, su prescrizione medica.
Cause e meccanismi di lesione
Le fratture dei metatarsi hanno due meccanismi principali. Nel trauma diretto un oggetto pesante cade sul piede o il piede viene schiacciato: prevalgono le fratture delle diafisi, talvolta multiple. Nel trauma indiretto il piede subisce una torsione o un’inversione, come nelle distorsioni di caviglia: è il meccanismo tipico della frattura da avulsione della base del quinto metatarso, provocata dalla trazione del tendine peroniero breve.
Le fratture da stress nascono invece dall’accumulo di microtraumi: colpiscono in prevalenza il secondo e il terzo metatarso in chi corre, cammina molto o pratica danza, e sono favorite da aumenti rapidi del carico di allenamento, calzature inadeguate, ridotta densità ossea, deficit di vitamina D e disturbi del comportamento alimentare negli sportivi.
| Sede o tipo | Meccanismo | Orientamento terapeutico |
|---|---|---|
| Diafisi del secondo, terzo o quarto metatarso | trauma diretto o da stress | in genere conservativo: scarico relativo, calzatura rigida o tutore, ripresa graduale |
| Base del quinto metatarso (avulsione) | inversione del piede, trazione tendinea | conservativo nella grande maggioranza dei casi, con carico protetto |
| Giunzione metafiso-diafisaria del quinto (frattura di Jones) | sovraccarico o trauma indiretto in zona poco vascolarizzata | consolidazione più lenta: scarico prolungato o sintesi con vite, spesso proposta agli sportivi |
| Frattura del primo metatarso | trauma diretto, carico assiale | valutazione attenta perché sostiene gran parte del carico: talvolta chirurgica |
| Fratture multiple o con lussazione di Lisfranc | traumi ad alta energia | urgenza ortopedica, spesso trattamento chirurgico |
| Frattura da stress | microtraumi ripetuti in sportivi e camminatori | riduzione del carico, correzione degli errori di allenamento, ripresa progressiva |
Sintomi
- dolore localizzato sul dorso o sul bordo esterno del piede, che aumenta con il carico e con la spinta del passo;
- gonfiore ed ematoma, che nelle fratture traumatiche compaiono rapidamente;
- dolore alla palpazione precisa dell’osso interessato, elemento molto utile per orientare la diagnosi;
- difficoltà o impossibilità ad appoggiare il piede, con zoppia;
- nelle fratture scomposte o multiple, deformità del piede;
- nelle fratture da stress il dolore compare durante l’attività, si attenua con il riposo e con il tempo tende a presentarsi anche camminando.
Le fratture da stress sono spesso sottovalutate: il dolore iniziale è modesto e viene confuso con una tendinopatia o con una semplice sovraccarico. Il persistere del dolore in un punto preciso dopo settimane di attività è un elemento che merita una valutazione.
Situazioni che richiedono il pronto soccorso
- impossibilità di appoggiare il piede dopo il trauma;
- deformità evidente, ferita aperta o esposizione dell'osso;
- dolore molto intenso con gonfiore importante del dorso del piede: va escluso un interessamento dell'articolazione di Lisfranc;
- formicolii, riduzione della sensibilità, piede freddo o pallido;
- dolore che peggiora progressivamente nonostante il riposo.
Diagnosi
La valutazione clinica identifica il punto esatto di dolore, il gonfiore, la deformità e la capacità di caricare il peso; va sempre controllato lo stato della cute e la sensibilità del piede.
- Radiografia del piede in tre proiezioni: è l’esame di prima linea e riconosce la maggior parte delle fratture, indicandone sede e scomposizione.
- Radiografia di controllo a distanza di 10-14 giorni: nelle fratture da stress la prima radiografia può essere negativa e la lesione diventa visibile solo con la comparsa del callo osseo.
- Risonanza magnetica: è l’esame più sensibile nelle fratture da stress e nei casi dubbi, perché mostra l’edema osseo prima che la frattura sia radiograficamente evidente.
- TC: utile nelle fratture articolari, nelle lesioni di Lisfranc e per la pianificazione chirurgica.
Trattamento
La maggior parte delle fratture dei metatarsi si tratta senza chirurgia. L’obiettivo è proteggere il piede fino alla consolidazione mantenendo, quando possibile, un carico controllato: le revisioni sistematiche sulle fratture del quinto metatarso indicano che nelle forme non scomposte il trattamento conservativo dà risultati equivalenti a quello chirurgico, con minori complicanze.
| Quadro | Trattamento tipico | Tempi indicativi |
|---|---|---|
| Fratture non scomposte | calzatura rigida, tutore o gambaletto, carico secondo tolleranza e indicazione medica | in genere 4-6 settimane |
| Frattura da avulsione della base del quinto | trattamento funzionale con carico protetto | 4-6 settimane, buona prognosi |
| Frattura di Jones | scarico prolungato oppure sintesi con vite endomidollare, spesso proposta agli sportivi | 6-12 settimane, rischio di ritardo di consolidazione |
| Fratture scomposte o multiple | riduzione e sintesi con fili, viti o placche | 8-12 settimane prima del carico completo |
| Fratture da stress | riduzione del carico, correzione dell'allenamento e dei fattori di rischio, ripresa progressiva | 4-8 settimane secondo la sede |
| Lesione di Lisfranc associata | trattamento chirurgico in centro specializzato | recupero lungo, con controlli seriati |
Nella fase di scarico è importante mantenere la mobilità delle dita e della caviglia e conservare il tono muscolare della gamba; la ripresa del cammino e dello sport va graduale, guidata dai sintomi e dai controlli radiografici. Le indicazioni specifiche restano quelle dell’ortopedico che segue il caso.
Domande frequenti
Si può camminare con una frattura del metatarso?
Dipende dalla sede e dalla stabilità della frattura. In molte fratture non scomposte è consentito un carico protetto con calzatura rigida o tutore, ma la decisione spetta all’ortopedico dopo la radiografia.
Quanto tempo serve per guarire?
In genere da quattro a sei settimane nelle forme semplici; la frattura di Jones e alcune fratture da stress possono richiedere da sei a dodici settimane. Il ritorno allo sport è successivo alla guarigione radiografica.
Serve il gesso?
Non sempre. Oggi si utilizzano spesso tutori rimovibili o calzature a suola rigida, che proteggono il piede permettendo l’igiene e il movimento delle dita.
La prima radiografia era negativa ma il dolore continua: è possibile una frattura?
Sì, è tipico delle fratture da stress. In questi casi si ripete la radiografia dopo circa due settimane o si esegue una risonanza magnetica, più sensibile nelle fasi iniziali.
La magnetoterapia CEMP serve dopo una frattura del metatarso?
Può essere prescritta come supporto alla consolidazione, soprattutto quando la guarigione è lenta. Non sostituisce scarico, tutore o chirurgia e va usata su indicazione medica.
Magnetoterapia CEMP e noleggio a domicilio
Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.
Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.
Controindicazioni e precauzioni
- portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
- gravidanza;
- neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
- epilessia non controllata.
La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.
Durante le settimane di scarico gli spostamenti sono scomodi: il noleggio della magnetoterapia CEMP consente di seguire il ciclo di sedute direttamente a casa, con dispositivi certificati e assistenza tecnica. Modelli disponibili e modalità di consegna sono indicati sul sito ufficiale del noleggio. Servizio clienti attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.
Fonti scientifiche
- Fifth Metatarsal Jones Fractures: Diagnosis and Treatment. Journal of the American Academy of Orthopaedic Surgeons, 2022. PubMed
- Fifth Metatarsal Fracture: a systematic review of the treatment of fractures of the base of the fifth metatarsal. Deutsches Arzteblatt International, 2021. PubMed
- The Fifth Metatarsal Shaft Fracture Is Well Treated With Benign Neglect. Foot & Ankle Specialist, 2024. PubMed
- Diagnosis, treatment, and rehabilitation of stress fractures in the lower extremity. Open Access Journal of Sports Medicine, 2015. PubMed
- Effects of pulsed electromagnetic fields on bone fractures: a systematic review update. European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, 2024. PubMed
Avvertenza importante
Testo a carattere divulgativo, redatto a fini informativi: non è un articolo scientifico e non ha valore di consulto medico o di linea guida clinica.
Sintomi simili possono dipendere da cause molto diverse: solo il medico, dopo la visita e gli esami necessari, può formulare la diagnosi e indicare la terapia. Avvisa sempre il medico prima di iniziare un trattamento.
La magnetoterapia va impiegata esclusivamente dietro prescrizione medica e nel rispetto delle controindicazioni riportate in questa pagina.
