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Pubblicato: 18 Febbraio 2026 · Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2026
Con infrazione ossea si indica una frattura incompleta: l’osso presenta una fessurazione che non attraversa tutto il suo spessore e i frammenti restano al loro posto, senza scomposizione. Sulla clavicola succede tipicamente dopo una caduta sulla spalla, un urto diretto o un incidente sportivo di media energia.
È una lesione meno grave di una frattura scomposta, ma non è un semplice «colpo»: richiede una diagnosi corretta, un periodo di protezione e un recupero graduale del movimento della spalla. Questa pagina spiega come si riconosce, quali esami servono, quali sono i tempi realistici e che cosa deve far tornare dal medico. Se la risonanza ha invece evidenziato un’alterazione del midollo osseo senza linea di frattura, vedi la pagina sull’edema osseo della clavicola.
In sintesi
La clavicola è l’osso che collega lo sterno alla scapola e sostiene tutto il cingolo scapolare: ogni volta che sollevi il braccio, la clavicola ruota e trasmette il carico. Per questo anche una lesione incompleta si fa sentire con chiarezza.
Nel linguaggio clinico l’infrazione corrisponde a una frattura composta senza spostamento dei capi ossei. Nei referti può essere descritta come «frattura infrazione», «fissurazione», «rima di frattura non scomposta» o «frattura incompleta». La sostanza è la stessa: la continuità dell’osso è compromessa in parte e va protetta finché il tessuto non si è riparato.
Esiste anche una forma diversa, più rara, chiamata frattura da stress: non nasce da un trauma unico ma dall’accumulo di sollecitazioni ripetute, ed è descritta soprattutto in chi svolge attività sportive o lavorative con movimenti ripetuti della spalla e in alcune situazioni dopo chirurgia protesica di spalla.
| Meccanismo | Situazione tipica |
|---|---|
| Caduta sulla spalla | È la causa più frequente: bicicletta, moto, sci, scivolata a terra |
| Urto diretto | Contrasto sportivo, colpo contro un ostacolo, incidente domestico |
| Caduta sul braccio teso | La forza risale lungo l’arto e si scarica sulla clavicola |
| Sollecitazione ripetuta | Frattura da stress: gesti ripetitivi sopra la testa, allenamento intensivo, alterata distribuzione dei carichi |
| Osso indebolito | Osteoporosi, terapie prolungate con cortisone, precedente chirurgia della spalla |
I sintomi tipici sono un dolore ben localizzato sul profilo della clavicola, che si riproduce premendo sul punto interessato, un modesto gonfiore e la difficoltà ad alzare il braccio o a dormire sul lato colpito. A differenza della frattura scomposta, di solito non si vede una deformità né una sporgenza sotto la pelle: proprio per questo la lesione può essere sottovalutata nei primi giorni.
Segnali che richiedono una valutazione urgente
La visita è il primo passo: sede esatta del dolore, dinamica del trauma, valutazione della mobilità della spalla, controllo di polso, sensibilità e forza della mano. La radiografia della clavicola resta l’esame di riferimento iniziale.
Nelle infrazioni la rima può essere sottile e sfuggire alla prima lastra. In questi casi lo specialista può richiedere una proiezione aggiuntiva, ripetere la radiografia dopo 7–14 giorni (quando il riassorbimento osseo rende la linea più visibile) oppure passare a una TC, che definisce meglio l’estensione della lesione. La risonanza magnetica viene usata quando si sospetta una frattura da stress o quando i sintomi non trovano spiegazione, perché mostra l’edema del midollo osseo prima che compaia qualsiasi segno radiografico.
Le fratture di clavicola composte e senza accorciamento significativo si trattano nella grande maggioranza dei casi senza intervento chirurgico. Gli studi randomizzati che hanno confrontato trattamento conservativo e sintesi con placca riguardano soprattutto le fratture scomposte del terzo medio; nelle forme composte il percorso conservativo è lo standard.
| Fase | Che cosa si fa indicativamente |
|---|---|
| Prime 1–3 settimane | Reggibraccio o tutore a otto secondo indicazione, controllo del dolore, ghiaccio nei primi giorni, movimenti di gomito, polso e mano |
| 3–6 settimane | Riduzione progressiva del tutore, esercizi pendolari e mobilizzazione assistita della spalla entro il dolore |
| 6–10 settimane | Recupero completo dell’articolarità, inizio del rinforzo muscolare di scapola e cuffia dei rotatori |
| Oltre 10 settimane | Ritorno graduale al lavoro pesante e allo sport di contatto, su indicazione dello specialista |
Fattori che rallentano la guarigione
Fumo di sigaretta, carenza di vitamina D, diabete non controllato, malnutrizione, uso prolungato di cortisone e ripresa troppo precoce dei carichi sono i fattori più spesso associati a una consolidazione lenta. Alimentazione adeguata, apporto sufficiente di calcio e vitamina D secondo indicazione medica e rispetto dei tempi di protezione sono la base del recupero.
È una frattura a tutti gli effetti, ma incompleta e senza spostamento: ha un decorso più semplice e raramente richiede chirurgia. Non va però trattata come una contusione, perché una ripresa troppo precoce dei carichi può farla evolvere in una frattura completa.
Di norma poche settimane, ma la durata la stabilisce lo specialista in base alla sede, all’età e al dolore. Tenerlo più a lungo del necessario favorisce rigidità della spalla; toglierlo troppo presto espone al rischio di scomposizione.
La guida è sconsigliata finché il braccio non è libero e il dolore non permette manovre rapide e sicure. Il lavoro sedentario è in genere possibile prima, con pause frequenti e postazione adattata; le indicazioni definitive spettano al medico.
Vale la pena tornare dallo specialista. Le infrazioni possono non essere visibili subito e un controllo a distanza, una TC o una risonanza magnetica chiariscono il quadro.
Nelle infrazioni trattate correttamente il recupero è di solito completo. Può persistere per qualche mese un fastidio alla pressione o dormendo sul lato colpito, e talvolta si apprezza un modesto ispessimento dell’osso nella sede di guarigione (il callo osseo).
Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.
Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.
Controindicazioni e precauzioni
La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.
Il noleggio della magnetoterapia CEMP permette di svolgere il ciclo di sedute a casa, con apparecchi certificati come dispositivi medici, consegna inclusa e assistenza tecnica dedicata. Per i modelli disponibili e le modalità di consegna è possibile consultare il sito ufficiale del servizio di noleggio oppure contattare il numero 081 0098420, attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.
Avvertenza importante
Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.
Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.
La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.