Artrosi: segni, sintomi e terapia

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Col termine artrosi si intende un’artropatia cronica, a carattere evolutivo, consistente in alterazioni regressive della cartilagine articolare e secondariamente in modificazioni delle altre strutture che compongono l’articolazione (tessuto osseo, sinovia, capsula).

Clinicamente si manifesta con dolore, limitazione funzionale atteggiamenti viziosi. Tutti e tre i sintomi compaiono di norma qualche mese dopo le alterazioni anatomopatologiche della cartilagine.

La patologia si instaura nel momento in cui, in un’articolazione, si verifica, per fattori generali o locali, uno squilibrio tra resistenza della cartilagine e sollecitazioni funzionali. 

I fattori generali sono: 

Età (modificazioni del ph del liquido sinoviale)

Ereditarietà

Fattori ormonali (in particolare gli estrogeni)

Obesità (sovraccarico delle articolazioni e accumulo di colesterolo)

Ambiente (abitazione, clima, condizioni di lavoro).

I fattori locali, invece, sono riconducibili a due gruppi fondamentali:

Concentrazione o alterata distribuzione delle sollecitazioni meccaniche sulla superficie articolare;

Alterazioni articolari prodotte da affezioni di natura infiammatoria (es. atrite reumatoide), post traumatica, da necrosi epifisarie. 

Distinguiamo, poi, due forme di artrosi: primaria, quando è riferibile solo a fattori generali, e secondaria, quando è riferibile solo a fattori locali. 

La sintomatologia è esclusivamente locale ed è di instaurazione subdola e tardiva, rispetto all’inizio della malattia ed evolve in maniera cronica, seppur con periodi di attenuazione e remissione. 

I sintomi principali sono: dolore locale, che si presenta in tre tempi, ossia vivo all’inizio del movimento (per esempio al mattino), si attenua durante l’attività funzionale, si riacutizza poi dopo affaticamento; nelle fasi più avanzate si fa ininterrotto, disturbando anche il riposo notturno; limitazione funzionale, che è costante e relativamente precoce, anche se non interessa ugualmente tutti i piani del movimento articolare; col passare del tempo può giungere fino alla abolizione completa del movimento. 

Il trattamento è di diverso tipo: medico, con antalgici, decontratturanti e antiflogistici e viene utilizzato nelle forme iniziali e nelle crisi di riacutizzazione; terapia fisica come calore, magnetoterapia, massaggi, ginnastica funzionale e trova indicazione nelle forme iniziali e in quelle più avanzate nelle quali non è ancora indicata la terapia chirurgica e come trattamento post e pre operatorio; terapia chirurgica con osteotomie, artroprotesi e artrodesi che vengono utilizzate in caso di particolari localizzazioni resistenti alla terapia medica e fisica. 

La magnetoterapia, nella fattispecie, viene molto utilizzata per il suo effetto antalgico. A differenza dei farmaci antinfiammatori, infatti, che creano azione vasocostrittrice, non portando nutrienti e sostanze proteiche alla cartilagine, la magnetoterapia aumenta l’irrorazione, aumentando, quindi, di conseguenza, l’apporto di nutrienti alla cartilagine. 

 
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