Gonartrosi (artrosi del ginocchio): sintomi, cause e trattamento

Pubblicato: 8 Novembre 2022 · Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2026

La gonartrosi è l’artrosi del ginocchio: una malattia degenerativa che coinvolge l’intera articolazione e non soltanto la cartilagine. Con il progredire del quadro si assottiglia la cartilagine articolare, l’osso subcondrale si rimodella e compaiono osteofiti, la membrana sinoviale può infiammarsi e i muscoli che stabilizzano il ginocchio perdono forza. È una delle principali cause di dolore e di limitazione funzionale dopo i 50 anni.

La definizione tradizionale di semplice usura della cartilagine è superata: oggi la gonartrosi è considerata una patologia di tutta l’articolazione, in cui fattori meccanici, metabolici e infiammatori si combinano. Questo spiega perché il trattamento più efficace non sia passivo, ma basato su esercizio, gestione del carico e controllo del peso corporeo.

In sintesi

  • La gonartrosi interessa tutta l'articolazione: cartilagine, osso subcondrale, membrana sinoviale, muscoli e legamenti.
  • I sintomi tipici sono dolore meccanico, rigidità breve al risveglio e riduzione progressiva del cammino.
  • La diagnosi è clinica e radiografica: la risonanza magnetica serve solo in casi selezionati.
  • Esercizio terapeutico e controllo del peso sono i trattamenti con le prove più solide, raccomandati da tutte le principali linee guida.
  • Le terapie fisiche, magnetoterapia CEMP inclusa, sono un supporto al percorso riabilitativo, non un'alternativa.
gonartrosi sintomi e trattamento

Sintomi della gonartrosi

Il sintomo principale è il dolore meccanico: compare o peggiora con il carico e con il movimento, in particolare salendo e scendendo le scale, alzandosi dalla sedia o dopo una camminata prolungata, e si attenua con il riposo. Nelle fasi più avanzate può presentarsi anche di notte.

  • rigidità al risveglio o dopo un periodo di immobilità, che si risolve in pochi minuti di movimento (a differenza delle artriti infiammatorie, dove dura più a lungo);
  • gonfiore per versamento articolare o infiammazione sinoviale, spesso dopo sforzi;
  • riduzione del movimento, con difficoltà a flettere completamente o a estendere il ginocchio;
  • scrosci articolari e sensazione di cedimento o di instabilità;
  • riduzione progressiva della distanza percorsa a piedi e della capacità di salire le scale;
  • nel tempo, deviazione dell’asse dell’arto, in genere in varo (ginocchio verso l’esterno).

Il dolore della gonartrosi ha un andamento altalenante, con fasi di riacutizzazione alternate a periodi di benessere: per questo la valutazione dell’efficacia di un trattamento va fatta su alcune settimane e non su singole giornate. Altre cause di dolore al ginocchio possono coesistere, come le lesioni meniscali degenerative o l’edema osseo subcondrale.

Situazioni che richiedono una valutazione medica rapida

  • ginocchio caldo, molto gonfio e arrossato con febbre: va escluso un processo infettivo;
  • dolore intenso e continuo anche a riposo o durante la notte;
  • blocco articolare improvviso o cedimenti ripetuti;
  • gonfiore comparso dopo un trauma, con impossibilità di caricare;
  • rigidità mattutina prolungata oltre un'ora, con coinvolgimento di più articolazioni: possibile artrite infiammatoria.

Cause e fattori di rischio

La gonartrosi nasce da uno squilibrio fra il carico che l’articolazione riceve e la sua capacità di sopportarlo. I fattori di rischio sono ben documentati e in buona parte modificabili.

FattorePerché contaConseguenza pratica
Età e sessola prevalenza aumenta con gli anni ed è più elevata nelle donne dopo la menopausanon modificabile, ma si può agire su tutti gli altri fattori
Sovrappeso e obesitàaumentano il carico sul ginocchio e contribuiscono allo stato infiammatorio sistemicola riduzione del peso corporeo migliora dolore e funzione
Traumi e interventi precedentilesioni meniscali, rottura del legamento crociato anteriore, fratture articolariartrosi post-traumatica, spesso più precoce
Sovraccarico lavorativo o sportivolavori con ginocchia flesse, sollevamento di pesi, sport con impatti ripetutigestione dei carichi e delle progressioni di allenamento
Alterazioni dell'asse e instabilitàginocchio varo o valgo, displasia femoro-rotulea, deficit muscolarisovraccarico di un comparto, correzione con esercizio, ortesi o chirurgia
Malattie articolari e metabolicheartrite reumatoide, gotta, condrocalcinosi, diabeterichiedono un trattamento specifico della malattia di base

Diagnosi della gonartrosi

La diagnosi è essenzialmente clinica e radiografica. La visita raccoglie caratteristiche del dolore, durata della rigidità, distanza percorsa senza sintomi e limitazioni nelle attività quotidiane; l’esame obiettivo valuta articolarità, dolorabilità della rima articolare, versamento, forza del quadricipite, asse dell’arto e cammino.

La radiografia in carico del ginocchio, nelle proiezioni standard e assiale della rotula, mostra la riduzione dello spazio articolare, gli osteofiti, la sclerosi subcondrale e permette di valutare l’asse; la gravità radiografica viene comunemente descritta con la classificazione di Kellgren-Lawrence, dal grado 1 al grado 4. È importante ricordare che quadro radiografico e sintomi non sempre coincidono: esistono ginocchia molto artrosiche con pochi sintomi e viceversa.

La risonanza magnetica non è necessaria per la diagnosi di gonartrosi: si utilizza quando si sospettano lesioni meniscali o legamentose trattabili, un’osteonecrosi o un edema osseo subcondrale, o quando il quadro clinico non corrisponde alla radiografia. Gli esami di laboratorio servono per la diagnosi differenziale con le artriti infiammatorie e con la gotta.

Trattamento della gonartrosi

Le principali linee guida internazionali, dalla raccomandazione dell’American College of Rheumatology e dell’Arthritis Foundation del 2019 alle indicazioni OARSI, concordano su un punto: il trattamento di base della gonartrosi è non chirurgico e non farmacologico. Esercizio terapeutico, educazione del paziente e riduzione del peso corporeo nei soggetti in sovrappeso costituiscono il primo livello di cura, con benefici documentati su dolore e funzione.

I farmaci hanno un ruolo di supporto, per le fasi di riacutizzazione, e vanno prescritti dal medico valutando le altre patologie presenti. Le infiltrazioni e la chirurgia si collocano in momenti precisi del percorso: la protesi di ginocchio è indicata quando dolore e limitazione restano importanti nonostante un trattamento conservativo condotto correttamente.

Livello di interventoContenuti
Primo livello (per tutti)esercizio terapeutico regolare (rinforzo e aerobico), educazione alla gestione del carico, riduzione del peso corporeo se in eccesso, attività a basso impatto come bicicletta e nuoto
Ausili e ortesibastone nelle fasi dolorose, calzature adeguate, ginocchiere o plantari in casi selezionati
Terapia farmacologicaanalgesici e antinfiammatori topici o per via generale, per periodi limitati e su prescrizione medica
Terapie infiltrativecorticosteroidi nelle riacutizzazioni con versamento; altre infiltrazioni valutate caso per caso dallo specialista
Terapie fisiche di supportomagnetoterapia CEMP, TENS e altre terapie strumentali come complemento al programma di esercizio
Chirurgiaprotesi totale o monocompartimentale nei quadri avanzati; osteotomie in casi selezionati con deviazione dell'asse

Su queste basi la magnetoterapia va inquadrata come trattamento di supporto, utile per ridurre il dolore e facilitare l’esercizio terapeutico, non come alternativa alla riabilitazione, al controllo del peso o all’intervento chirurgico quando indicato. Nelle applicazioni domiciliari si utilizzano solenoidi o piastre centrate sul ginocchio, con sedute quotidiane prolungate per alcune settimane, secondo l’indicazione del medico o del tecnico ortopedico.

Controindicazioni e precauzioni

  • pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell'area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di una protesi di ginocchio o di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l'applicazione va confermata dallo specialista.

Convivere con la gonartrosi: indicazioni pratiche

La gonartrosi è una condizione cronica: l’obiettivo realistico non è eliminare l’artrosi, ma controllare il dolore e mantenere l’autonomia. Alcune indicazioni pratiche hanno un impatto concreto sulla qualità di vita:

  • mantenere un’attività fisica regolare a basso impatto, evitando i lunghi periodi di inattività che indeboliscono il quadricipite;
  • allenare la forza degli arti inferiori almeno due volte a settimana;
  • distribuire i carichi durante la giornata, alternando cammino e riposo;
  • ridurre il peso corporeo quando è in eccesso: anche una perdita moderata si traduce in una riduzione del dolore;
  • usare il bastone dal lato opposto al ginocchio dolente nelle fasi acute;
  • curare la qualità del sonno e non trascurare gli aspetti psicologici, perché dolore cronico e umore si influenzano a vicenda.

Domande frequenti

La gonartrosi si può guarire?

Il danno cartilagineo non si annulla, ma i sintomi possono migliorare in modo significativo e stabile con esercizio, gestione del carico e controllo del peso. Nei quadri avanzati la protesi di ginocchio consente in genere un buon recupero funzionale.

Camminare fa male al ginocchio artrosico?

No. L’attività a basso impatto è raccomandata e protettiva; va invece evitato il sovraccarico improvviso. Se il dolore aumenta per più di 24 ore dopo l’attività, il carico va ridotto e ricalibrato.

Serve la risonanza magnetica?

Nella maggior parte dei casi no: la diagnosi si basa su visita e radiografia in carico. La risonanza si riserva ai sospetti di lesioni trattabili o quando i sintomi non corrispondono al quadro radiografico.

La magnetoterapia CEMP è utile nella gonartrosi?

Le metanalisi disponibili indicano un effetto favorevole su dolore e funzione rispetto al placebo, con prove non definitive. È un supporto al programma di esercizio e va utilizzata su prescrizione medica.

Quando è il momento della protesi?

Quando il dolore e la limitazione funzionale restano importanti nonostante un trattamento conservativo condotto in modo adeguato per un periodo sufficiente. La decisione è dello specialista, insieme al paziente.

Magnetoterapia CEMP e noleggio a domicilio

Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.

Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.

Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

Il noleggio della magnetoterapia CEMP consente di eseguire il ciclo di sedute a domicilio, con apparecchi certificati come dispositivi medici e assistenza tecnica dedicata. Informazioni su modelli e modalità di consegna sono disponibili sul sito ufficiale del servizio di noleggio. Servizio clienti attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.

Fonti scientifiche

  • 2019 American College of Rheumatology/Arthritis Foundation Guideline for the Management of Osteoarthritis of the Hand, Hip, and Knee. Arthritis Care & Research, 2020. PubMed
  • OARSI guidelines for the non-surgical management of knee, hip, and polyarticular osteoarthritis. Osteoarthritis and Cartilage, 2019. PubMed
  • Exercise for osteoarthritis of the knee: a Cochrane systematic review. British Journal of Sports Medicine, 2015. PubMed
  • The Efficacy of Pulsed Electromagnetic Fields on Pain, Stiffness, and Physical Function in Osteoarthritis: a systematic review and meta-analysis. Pain Research and Management, 2022. PubMed
  • Non-surgical management of knee osteoarthritis: comparison of ESCEO and OARSI recommendations. Nature Reviews Rheumatology, 2021. PubMed
  • Progression of Bone Marrow Lesions and the Development of Knee Osteoarthritis. Radiology, 2024. PubMed

Avvertenza importante

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L'uso della magnetoterapia e delle terapie strumentali richiede una prescrizione medica, che stabilisce indicazione, protocollo e durata del ciclo.

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