Pubblicato: 18 Febbraio 2026 · Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2026

Il calcagno è l’osso più voluminoso del piede e riceve, a ogni passo, l’intero peso del corpo moltiplicato dalla velocità del cammino o della corsa. Un’infrazione ossea del calcagno è una frattura incompleta e composta: la rima non attraversa tutto lo spessore dell’osso e i frammenti restano allineati.

Ci sono due strade per arrivarci. La prima è il trauma da caduta dall’alto, con atterraggio sui talloni. La seconda, più insidiosa, è la frattura da stress: nessun evento preciso, ma un dolore al tallone che compare gradualmente e viene scambiato a lungo per una fascite plantare. Questa pagina spiega come distinguerle e che cosa fare.

In sintesi

  • Due meccanismi: caduta sui talloni oppure sovraccarico ripetuto (corsa, marcia, aumento rapido dei carichi).
  • Il segno più utile è il dolore alla compressione laterale del calcagno, diverso dal dolore puntiforme della fascite plantare.
  • La radiografia è spesso negativa nelle prime settimane: la diagnosi si fa con risonanza magnetica.
  • Dopo una caduta dall’alto vanno sempre controllati anche colonna lombare e tallone controlaterale.
  • Le forme composte guariscono senza intervento in 6–12 settimane, con carico regolato dallo specialista.
Noleggio magnetoterapia per Frattura calcagno

Cause e contesti

MeccanismoSituazione tipicaChe cosa cambia
Caduta dall’altoScala, ponteggio, atterraggio in piediTrauma ad alta energia: vanno escluse lesioni associate della colonna
Sovraccarico ripetutoCorsa, marcia, militari in addestramento, cammino prolungato con calzature inadeguateEsordio graduale, spesso senza alcun evento riconoscibile
Osso fragileOsteoporosi, cortisone a lungo termine, diabete con neuropatiaBastano sollecitazioni modeste; il dolore può essere attenuato dalla neuropatia
Trauma sportivo direttoAtterraggio duro, contrasto, urto sul talloneVa distinta la contusione ossea dalla vera infrazione

Nelle fratture da stress i fattori che ricorrono più spesso sono l’aumento rapido del volume di allenamento, il cambio di superficie o di scarpe, una bassa disponibilità energetica e una carenza di vitamina D.

Sintomi e segni

  • Dolore al tallone, che aumenta camminando e appoggiando il peso.
  • Gonfiore e livido nella regione posteriore e ai lati del tallone.
  • Difficoltà a stare in piedi a lungo o a camminare a piedi nudi su superfici dure.
  • Squeeze test positivo: dolore comprimendo il calcagno tra le due mani ai lati.
  • Nelle forme da stress il dolore è presente all’inizio solo durante l’attività, poi anche a riposo.

La differenza con la fascite plantare è utile nella pratica: in quel caso il dolore è puntiforme sotto il tallone, tipicamente massimo ai primi passi del mattino e in miglioramento con il movimento; nell’infrazione il dolore peggiora progressivamente con il carico e si riproduce comprimendo l’osso ai lati.

Situazioni da valutare in urgenza

  • Caduta dall’alto: dolore lombare associato, formicolii o debolezza alle gambe.
  • Impossibilità assoluta di appoggiare il piede.
  • Pelle tesa e lucida con vescicole, gonfiore che aumenta rapidamente.
  • Ferita aperta, piede freddo o insensibile.
  • Diabete con piede insensibile e comparsa di gonfiore e calore: va escluso un piede di Charcot.

Diagnosi

La radiografia del calcagno è il primo passo dopo un trauma, ma nelle infrazioni e nelle fratture da stress risulta spesso normale per settimane. Se il quadro clinico è sospetto si prosegue con la risonanza magnetica, che mostra l’edema del midollo osseo e la rima molto prima di qualunque segno radiografico; la TC serve a definire con precisione le fratture articolari e la loro estensione al piano sottoastragalico.

Nelle forme da stress si completa l’inquadramento con gli esami del metabolismo osseo e, quando indicato, la densitometria; nello sportivo si analizzano carichi, calzature e alimentazione. Per le lesioni dell’osso vicino puoi vedere anche la pagina sull’infrazione ossea dell’astragalo.

Trattamento e recupero

Le infrazioni composte del calcagno si trattano senza intervento. La chirurgia riguarda le fratture scomposte, quelle che interessano la superficie articolare e le fratture esposte.

FaseContenuti indicativi
0–2 settimaneRiposo dal carico secondo indicazione, ghiaccio, elevazione, stivaletto o tutore, mobilizzazione delle dita e della caviglia
2–6 settimaneCarico parziale progressivo con stampelle, esercizi in scarico, lavoro sulla mobilità della caviglia
6–12 settimaneCarico completo, rieducazione del passo, rinforzo di polpaccio e muscolatura intrinseca del piede
Oltre 3 mesiRipresa graduale della corsa, propriocezione, controllo dei carichi settimanali

Nelle fratture da stress il punto chiave è il carico

La ripresa dell’attività va aumentata in modo progressivo e misurabile, senza tornare in un colpo solo ai volumi precedenti. Se il dolore ricompare durante o dopo l’attività, il carico va ridotto e la situazione rivalutata. Vanno affrontati anche i fattori che hanno favorito la lesione: allenamento, calzature, apporto energetico e stato della vitamina D.

Domande frequenti

Come distinguo l’infrazione dalla fascite plantare?

Non con certezza da soli. Un dolore che peggiora con il carico progressivo e che si riproduce comprimendo il tallone ai lati orienta verso l’osso; il dolore puntiforme sotto il tallone al primo passo del mattino orienta verso la fascia. In caso di dubbio serve una valutazione con imaging.

Posso camminare?

Nelle infrazioni composte spesso è consentito un carico parziale con stampelle, ma la decisione spetta allo specialista. Continuare a camminare a lungo con dolore ritarda la guarigione.

Quanto ci vuole per tornare a correre?

In genere 2–4 mesi, con progressione graduale: prima cammino prolungato indolore, poi alternanza cammino-corsa, poi corsa continua. Le tempistiche vanno concordate con chi ti segue.

Serve un plantare?

Può essere utile un supporto che ammortizzi il tallone e ridistribuisca i carichi, soprattutto nel ritorno all’attività. La prescrizione va fatta dopo una valutazione del piede e del passo.

Le lastre erano normali, ma il tallone continua a far male

È frequente nelle fratture da stress. Se il dolore è legato al carico e non migliora in un paio di settimane, va richiesta una risonanza magnetica.

Magnetoterapia CEMP e noleggio a domicilio

Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.

Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.

Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

Il noleggio della magnetoterapia CEMP permette di svolgere il ciclo di sedute a casa, con apparecchi certificati come dispositivi medici, consegna inclusa e assistenza tecnica dedicata. Per i modelli disponibili e le modalità di consegna è possibile consultare il sito ufficiale del servizio di noleggio oppure contattare il numero 081 0098420, attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.

Fonti scientifiche

  • Calcaneal stress fracture revisited. JBR-BTR, 2012. PubMed
  • Stress fractures in athletes. Topics in Magnetic Resonance Imaging, 2006. PubMed
  • High-Risk Stress Fractures: Diagnosis and Management. PM&R, 2016. PubMed
  • Bone stress injuries. Nature Reviews Disease Primers, 2022. PubMed
  • Management and prevention of bone stress injuries in long-distance runners. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, 2014. PubMed
  • Managing the open calcaneal fracture: A systematic review. Foot and Ankle Surgery, 2019. PubMed
  • Calcium and vitamin D in bone fracture healing and post-traumatic bone turnover. European Cells & Materials, 2018. PubMed

Avvertenza importante

Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.

Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.

La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.