Frattura del collo dell’omero: sintomi, diagnosi e trattamento

frattura del collo dell'omero trattata con magnetoterapia cemp

Pubblicato: 24 Gennaio 2023 · Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2026

La frattura del collo dell’omero interessa la porzione superiore dell’omero, appena sotto la testa, cioè la parte dell’osso del braccio che si articola con la scapola formando la spalla. Rientra fra le fratture dell’omero prossimale, tra le più frequenti in assoluto dopo i 65 anni, ed è tipicamente una frattura da fragilità: si verifica per una caduta a terra dalla propria altezza su un osso indebolito dall’osteoporosi.

Nel giovane, al contrario, richiede un trauma di energia elevata (incidenti stradali, cadute dall’alto, sport di contatto) e più spesso si accompagna a scomposizione dei frammenti o a lesioni associate. La classificazione più usata è quella di Neer, che considera il numero dei frammenti coinvolti (testa, collo, trochite e trochine) e il loro spostamento: da questa valutazione, insieme all’età e all’autonomia del paziente, dipende la scelta fra trattamento conservativo e chirurgia.

In sintesi

  • È una frattura tipica dell'anziano con osteoporosi, spesso dopo una caduta banale.
  • La radiografia è il primo esame; la TC serve nelle fratture pluriframmentarie per pianificare l'intervento.
  • La maggior parte delle fratture, comprese diverse forme scomposte nell'anziano, si tratta senza chirurgia con tutore e riabilitazione precoce.
  • La rigidità di spalla è la complicanza più frequente: il recupero del movimento va iniziato presto, secondo il protocollo indicato dallo specialista.
  • La magnetoterapia CEMP è un supporto alla consolidazione, da usare su prescrizione medica.

Sintomi della frattura del collo dell'omero

I sintomi compaiono immediatamente dopo il trauma:

  • dolore intenso alla spalla e alla parte alta del braccio, che aumenta a ogni tentativo di movimento;
  • impotenza funzionale: il braccio non si solleva e viene tenuto istintivamente aderente al corpo;
  • gonfiore ed ematoma, che nei giorni successivi possono estendersi al braccio e al gomito per gravità;
  • dolorabilità alla palpazione della regione sotto l’acromion;
  • nelle fratture scomposte, deformità del profilo della spalla e accorciamento apparente del braccio;
  • talvolta scroscio o sensazione di frammenti che si muovono, che non va ricercata attivamente.

Va segnalato subito al medico ogni disturbo della sensibilità o della forza della mano: il nervo ascellare e, più raramente, il plesso brachiale possono essere coinvolti. Allo stesso modo vanno riferiti pallore, freddezza o assenza del polso al braccio, segni di sofferenza vascolare.

Segni che richiedono una valutazione urgente

  • formicolii, riduzione della sensibilità o perdita di forza della mano;
  • mano pallida, fredda o cianotica;
  • ferita aperta in corrispondenza della spalla (frattura esposta);
  • dolore toracico o difficoltà respiratoria dopo il trauma;
  • impossibilità totale di muovere il braccio dopo una caduta, anche in assenza di deformità evidente.

In queste situazioni è necessaria una valutazione immediata in pronto soccorso.

Diagnosi

La diagnosi si basa sulla visita e sull’imaging. L’esame clinico valuta dolore, tumefazione, deformità, integrità della cute e, come primo passo essenziale, lo stato neurovascolare dell’arto.

  • Radiografia della spalla: è l’esame di prima linea. Le proiezioni antero-posteriore e laterale (o ascellare) permettono di riconoscere la frattura, il numero dei frammenti e il loro spostamento.
  • Tomografia computerizzata (TC): indicata nelle fratture pluriframmentarie, nelle fratture-lussazioni e quando la radiografia non chiarisce l’interessamento articolare. È lo strumento con cui si pianifica l’intervento.
  • Risonanza magnetica: non serve per la diagnosi di frattura; si utilizza nel sospetto di lesioni della cuffia dei rotatori o quando il dolore persiste dopo la guarigione ossea.

Nell’anziano con frattura da fragilità è indicato valutare anche il metabolismo osseo e il rischio di nuove cadute: una frattura dell’omero prossimale è spesso il primo segnale di osteoporosi non trattata e aumenta il rischio di fratture successive, come quella di femore o di polso.

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Trattamento: tutore o intervento chirurgico

La scelta terapeutica dipende dal numero e dallo spostamento dei frammenti, dall’età, dalla qualità dell’osso e dalle richieste funzionali. Un dato importante viene dallo studio randomizzato PROFHER, pubblicato su JAMA nel 2015: negli adulti con frattura scomposta dell’omero prossimale che coinvolge il collo, l’intervento chirurgico non ha prodotto risultati funzionali migliori rispetto al trattamento conservativo con tutore e riabilitazione a due anni di distanza. Per questo, in una quota molto ampia dei casi, e in particolare nell’anziano, il trattamento è non chirurgico.

Il trattamento conservativo prevede immobilizzazione con reggibraccio o tutore per un periodo limitato (in genere due o tre settimane), controllo del dolore e avvio precoce dei movimenti pendolari e passivi, seguito da un programma riabilitativo progressivo. La chirurgia (sintesi con placca e viti, chiodo endomidollare o, nell’anziano con frattura pluriframmentaria e osso di scarsa qualità, protesi inversa di spalla) è riservata alle fratture molto scomposte, alle fratture-lussazioni, alle forme esposte e ai pazienti giovani con richieste funzionali elevate.

QuadroCaratteristicheOrientamento terapeutico
Frattura composta o minimamente scompostaframmenti in buona posizione, osso stabilereggibraccio per pochi giorni, mobilizzazione precoce, riabilitazione
Frattura scomposta a due frammentispostamento del collo omeralenella maggior parte dei casi trattamento conservativo; chirurgia in casi selezionati
Frattura a tre o quattro frammenticoinvolgimento di trochite e trochine, instabilitàvalutazione chirurgica: sintesi con placca o chiodo, protesi inversa nell'anziano
Frattura-lussazionetesta omerale fuori sederiduzione urgente e in genere trattamento chirurgico
Frattura esposta o con lesione neurovascolareferita comunicante o deficit di sensibilità e circolourgenza chirurgica

Riabilitazione e tempi di recupero

La rigidità è la complicanza più frequente di questa frattura: immobilizzare troppo a lungo la spalla peggiora il risultato funzionale. Le revisioni sistematiche dedicate ai protocolli riabilitativi nelle fratture dell’omero prossimale indicano che una mobilizzazione avviata precocemente, entro i limiti concordati con lo specialista, si associa a un migliore recupero dell’articolarità senza aumentare il rischio di scomposizione.

FaseObiettivoContenuti tipici
Prime 1-3 settimaneprotezionereggibraccio, controllo del dolore, movimenti della mano, del gomito e del collo, esercizi pendolari se autorizzati
3-6 settimanerecupero passivo e assistitomobilizzazione passiva e attiva assistita della spalla, esercizi in scarico, rieducazione posturale
6-12 settimanerecupero attivoesercizi attivi progressivi, rinforzo isometrico e poi con elastici, lavoro sulla scapola
Dopo 3 mesirinforzo e ritorno alle attivitàrinforzo progressivo della cuffia dei rotatori, ripresa delle attività quotidiane e sportive concordata

La consolidazione ossea richiede in genere sei-otto settimane, mentre il recupero funzionale completo può richiedere dai tre ai sei mesi; nell’anziano e nelle fratture complesse una limitazione parziale del movimento sopra la testa può rimanere. I tempi indicati sono orientativi: valgono le indicazioni dell’ortopedico e del fisioterapista che seguono il caso.

Domande frequenti

La frattura del collo dell’omero si operi sempre?

No. Nella maggior parte dei casi, in particolare nell’anziano, il trattamento è conservativo con tutore e riabilitazione precoce. La chirurgia si riserva alle fratture molto scomposte, alle fratture-lussazioni e ai pazienti con richieste funzionali elevate.

Quanto tempo si porta il tutore?

Di solito due o tre settimane, ma la durata la stabilisce l’ortopedico: mantenere l’immobilizzazione più del necessario favorisce la rigidità della spalla.

Quando si può guidare o tornare al lavoro?

Dipende dal tipo di frattura e dal lavoro svolto. In genere si riprende a guidare quando il braccio ha recuperato un controllo sufficiente e non serve più il tutore, non prima di sei settimane, sempre con il consenso del medico.

Resterà una limitazione del movimento?

Una limitazione parziale dell’elevazione sopra la testa è possibile, soprattutto nelle fratture complesse e nell’anziano. Un programma riabilitativo iniziato presto e seguito con costanza riduce nettamente questo rischio.

La magnetoterapia CEMP accelera la guarigione?

Le prove disponibili indicano un effetto favorevole sulla consolidazione e sul dolore, ma non definitivo. Va utilizzata come supporto, su prescrizione medica, insieme alla riabilitazione.

Magnetoterapia CEMP e noleggio a domicilio

Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.

Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.

Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

Il noleggio della magnetoterapia CEMP permette di seguire l’intero ciclo di sedute a casa, senza spostamenti nel periodo in cui la spalla è ancora dolente. Gli apparecchi sono certificati come dispositivi medici e il servizio comprende assistenza tecnica; informazioni su modelli, tempi di consegna e modalità sono disponibili sul sito ufficiale del noleggio. Servizio clienti attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.

Fonti scientifiche

  • Surgical vs Nonsurgical Treatment of Adults With Displaced Fractures of the Proximal Humerus: the PROFHER randomized clinical trial. JAMA, 2015. PubMed
  • Proximal humerus fracture(s): A review of current practice. Journal of Clinical Orthopaedics and Trauma, 2023. PubMed
  • Rehabilitation protocols in proximal humerus fracture management: a systematic review. Shoulder & Elbow, 2024. PubMed
  • The ProFHER (PROximal Fracture of the Humerus: Evaluation by Randomisation) trial. Health Technology Assessment, 2015. PubMed
  • Effects of pulsed electromagnetic fields on bone fractures: a systematic review update. European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, 2024. PubMed

Avvertenza importante

Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.

Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.

La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.

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