Pubblicato: 4 Ottobre 2025 · Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2026

La necrosi asettica femorale — chiamata anche osteonecrosi o necrosi avascolare della testa del femore — è la morte del tessuto osseo causata dall’interruzione o dalla riduzione del suo apporto di sangue. «Asettica» significa che non è provocata da un’infezione.

Questa pagina è dedicata in particolare alla stadiazione e alle decisioni terapeutiche: capire in quale fase si trova la malattia è ciò che determina se il trattamento può essere conservativo, se ha senso un intervento che preserva l’articolazione o se serve la protesi. Per una panoramica generale della malattia rimandiamo alla guida su osteonecrosi asettica del femore.

In sintesi

  • Il momento decisivo è il collasso della testa del femore: prima di esso le opzioni conservative e chirurgiche di salvataggio hanno senso, dopo diventa quasi sempre necessaria la protesi.
  • La risonanza magnetica è l’esame che consente la diagnosi precoce, quando la radiografia è ancora normale.
  • La classificazione più usata è quella ARCO, rivista nel 2019.
  • I fattori di rischio principali sono corticosteroidi ad alte dosi, consumo eccessivo di alcol e traumi dell’anca.
  • La malattia è spesso bilaterale: se una anca è colpita, l’altra va controllata.
necrosi testa del femore sintomi e cause

Perché la testa del femore è vulnerabile

La testa del femore riceve sangue soprattutto dalle arterie circonflesse femorali, con rami terminali che risalgono lungo il collo. È una vascolarizzazione poco ridondante: quando questi vasi vengono interrotti da un trauma, occlusi da microtrombi o compressi dall’aumento della pressione all’interno del midollo osseo, l’area corrispondente va incontro a necrosi.

L’osso morto non fa male di per sé. Il dolore compare quando l’organismo tenta di riparare la zona: si crea un fronte di riassorbimento che indebolisce meccanicamente la testa femorale proprio nel punto di massimo carico. Se la struttura cede, la sfera perde la sua forma e l’articolazione si rovina rapidamente.

Fattori di rischio

FattoreNote
Corticosteroidi ad alte dosi o prolungatiIl fattore non traumatico più frequente; il rischio cresce con la dose cumulativa
Consumo eccessivo di alcolSecondo fattore non traumatico per frequenza
Traumi dell’ancaFrattura del collo del femore e lussazione possono interrompere direttamente i vasi
Malattie ematologicheAnemia falciforme e altre emoglobinopatie
Malattie autoimmuniLupus e altre connettiviti, spesso in associazione alla terapia steroidea
Trapianto d’organo, chemioterapia, radioterapiaCondizioni cliniche e trattamenti associati a maggiore incidenza
Malattia da decompressioneNei subacquei e nei lavoratori in ambienti iperbarici

Un chiarimento importante sui cortisonici

La terapia con corticosteroidi è un fattore di rischio noto, ma questo non significa che vada interrotta: in molte malattie è indispensabile e sospenderla autonomamente può essere pericoloso. Qualsiasi modifica va discussa con il medico che l’ha prescritta.

Sintomi e loro evoluzione

Nelle fasi iniziali la necrosi può essere completamente muta e venire scoperta per caso. Quando compare, il dolore è localizzato all’inguine, talvolta irradiato alla faccia anteriore della coscia o al ginocchio, e aumenta con il carico e con la deambulazione.

Con il progredire della malattia il dolore diventa continuo, presente anche a riposo e di notte, e si accompagna a zoppia e a una progressiva limitazione dei movimenti, in particolare della rotazione interna. La comparsa improvvisa di un peggioramento marcato può segnalare il cedimento subcondrale.

Quando rivolgersi rapidamente al medico

  • Dolore inguinale che peggiora in poche settimane in una persona che assume o ha assunto cortisonici ad alte dosi.
  • Comparsa di zoppia con impossibilità di caricare l’arto.
  • Febbre associata a dolore d’anca: va esclusa un’artrite settica, che è un’urgenza.
  • Dolore d’anca dopo un trauma recente, per escludere una frattura.

Diagnosi e stadiazione

La radiografia del bacino è il primo esame ma resta normale per mesi: quando compaiono la sclerosi, l’area di radiotrasparenza a semiluna o l’appiattimento del profilo, la malattia è già avanzata.

La risonanza magnetica è l’esame di riferimento per la diagnosi precoce: identifica la zona necrotica, ne misura l’estensione e la posizione rispetto alla porzione portante, e permette di valutare l’anca controlaterale, spesso coinvolta senza sintomi. La TC è utile per documentare un cedimento subcondrale iniziale.

La stadiazione più utilizzata è quella ARCO, nella versione rivista nel 2019, che si basa sulla presenza di alterazioni radiografiche e soprattutto sulla presenza o assenza del collasso della testa femorale.

Stadio ARCOChe cosa si osservaImplicazione pratica
IRadiografia normale, alterazioni visibili solo in risonanzaFase in cui hanno senso le opzioni conservative e di salvataggio
IIAlterazioni radiografiche (sclerosi, osteolisi) senza collassoAncora prima del cedimento: si valutano interventi che preservano l’articolazione
IIIFrattura subcondrale e/o appiattimento della testa femoraleSpartiacque prognostico: il collasso è avvenuto
IVArtrosi secondaria con interessamento dell’acetaboloIn genere indicazione a protesi in caso di dolore invalidante

Oltre allo stadio contano l’estensione della necrosi e la sua localizzazione: lesioni piccole e periferiche possono restare stabili per anni, mentre lesioni ampie che occupano la porzione supero-laterale portante hanno un rischio elevato di collasso.

Trattamento: come cambia a seconda dello stadio

Nelle fasi precollasso l’obiettivo è evitare o ritardare il cedimento. Il trattamento comprende la riduzione del carico con bastoni o stampelle, la terapia del dolore, la correzione dei fattori di rischio modificabili (alcol, revisione della terapia steroidea con lo specialista che l’ha prescritta) e la fisioterapia per mantenere mobilità e forza. Va detto con chiarezza che il solo trattamento conservativo raramente arresta le lesioni estese.

La procedura chirurgica più utilizzata nelle fasi precoci è la decompressione del nucleo (core decompression), eventualmente associata a innesti ossei o a terapie cellulari; in casi selezionati si ricorre a osteotomie. Nelle fasi con collasso e dolore invalidante l’opzione più affidabile è la protesi totale d’anca, che nelle casistiche moderne offre buoni risultati anche nei pazienti giovani.

Le linee guida cinesi del 2019 pubblicate sul Journal of Orthopaedic Translation e le revisioni recenti concordano su un punto: la diagnosi precoce è il fattore che più influisce sulla possibilità di salvare l’articolazione.

Domande frequenti

La necrosi asettica può guarire da sola?

Le lesioni piccole e periferiche possono restare stabili o riparare parzialmente. Le lesioni estese che interessano la zona portante tendono invece a progredire verso il collasso: per questo la sorveglianza specialistica è necessaria anche quando il dolore è modesto.

Devo smettere di camminare?

Non del tutto. In genere si riduce il carico con l’uso di bastoni o stampelle e si evitano corsa, salti e trasporto di pesi. Le indicazioni precise sul carico le fornisce l’ortopedico in base allo stadio.

Devo interrompere il cortisone?

Mai di propria iniziativa. Il cortisone è un fattore di rischio riconosciuto, ma in molte malattie è indispensabile: l’eventuale riduzione va concordata con il medico che lo ha prescritto.

Anche l’altra anca è a rischio?

Sì, il coinvolgimento bilaterale è frequente, spesso senza sintomi iniziali. Per questo la risonanza viene di regola estesa a entrambe le anche.

Magnetoterapia CEMP e noleggio a domicilio

Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.

Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.

Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

Il noleggio della magnetoterapia CEMP permette di svolgere il ciclo di sedute a casa, con apparecchi certificati come dispositivi medici, consegna inclusa e assistenza tecnica dedicata. Per i modelli disponibili e le modalità di consegna è possibile consultare il sito ufficiale del servizio di noleggio oppure contattare il numero 081 0098420, attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.

Fonti scientifiche

  • Diagnosis and Management of Osteonecrosis of the Femoral Head in Young Patients. JBJS Reviews, 2025. PubMed
  • Guidelines for clinical diagnosis and treatment of osteonecrosis of the femoral head in adults (2019 version). Journal of Orthopaedic Translation, 2020. PubMed
  • The 2019 Revised Version of Association Research Circulation Osseous Staging System of Osteonecrosis of the Femoral Head. The Journal of Arthroplasty, 2020. PubMed
  • Biophysical stimulation with pulsed electromagnetic fields in osteonecrosis of the femoral head. The Journal of Bone and Joint Surgery (Am), 2006. PubMed
  • Is bone marrow edema syndrome a precursor of hip or knee osteonecrosis? Results of 49 patients and review of the literature. Diagnostic and Interventional Radiology, 2020. PubMed
  • Conservative treatment of spontaneous osteonecrosis of the knee in the early stage: pulsed electromagnetic fields therapy. European Journal of Radiology, 2013. PubMed

Avvertenza importante

Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.

Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.

La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.

Articoli simili