Osteonecrosi asettica del femore: che cos'è, stadi, diagnosi e trattamento
Pubblicato: 2 Gennaio 2024 · Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2026
L’osteonecrosi asettica del femore — detta anche necrosi avascolare della testa del femore — è la morte del tessuto osseo causata dall’interruzione o dalla riduzione dell’apporto di sangue in una zona della testa femorale. Il termine «asettica» significa che non è provocata da un’infezione.
Senza vascolarizzazione l’osso perde progressivamente resistenza meccanica e, se il processo avanza, la superficie articolare può collassare, portando a deformità della testa femorale e ad artrosi secondaria dell’anca. La diagnosi precoce è quindi determinante, perché le opzioni di trattamento sono molto diverse prima e dopo il collasso.
In sintesi
- È la morte dell'osso della testa femorale per interruzione dell'apporto sanguigno, senza infezione.
- I fattori più noti sono i traumi dell'anca, l'uso prolungato di corticosteroidi e il consumo elevato di alcol; molti casi restano idiopatici.
- La risonanza magnetica è l'esame più sensibile e individua la malattia quando la radiografia è ancora normale.
- La stadiazione (ARCO) guida il trattamento: prima del collasso si valutano procedure conservative dell'articolazione, dopo il collasso la protesi è l'opzione principale.
- Nessun trattamento non chirurgico ha dimostrato di far regredire la necrosi: le terapie fisiche, magnetoterapia CEMP compresa, hanno un ruolo di supporto e vanno prescritte dallo specialista.
Perché si sviluppa: cause e fattori di rischio
Si distinguono forme traumatiche e non traumatiche. Nelle prime il danno vascolare è diretto: le fratture del collo del femore e le lussazioni dell’anca possono interrompere i vasi che nutrono la testa femorale. Nelle forme non traumatiche il meccanismo è più complesso e coinvolge alterazioni del microcircolo, aumento della pressione all’interno dell’osso e alterazioni del metabolismo lipidico.
| Categoria | Esempi |
|---|---|
| Traumatica | Frattura del collo del femore, lussazione dell'anca, traumi maggiori |
| Farmacologica | Terapia corticosteroidea prolungata o a dosi elevate, alcuni trattamenti oncologici |
| Legata allo stile di vita | Consumo elevato e prolungato di alcol, fumo di sigaretta |
| Malattie ematologiche | Anemia falciforme, coagulopatie, emoglobinopatie |
| Malattie sistemiche | Lupus eritematoso sistemico e altre connettiviti, malattia di Gaucher, insufficienza renale cronica |
| Altre condizioni | Radioterapia, malattia da decompressione nei subacquei, infezione da HIV, trapianto d'organo |
| Idiopatica | Nessun fattore identificabile: una quota non trascurabile dei casi |
La localizzazione bilaterale è frequente, in particolare nelle forme legate a corticosteroidi e malattie sistemiche: per questo, quando si individua una necrosi da un lato, il medico valuta anche l’anca controlaterale.
Sintomi
Nelle fasi iniziali la malattia può essere completamente silenziosa e venire scoperta casualmente. Quando compaiono i sintomi, il quadro tipico è:
- dolore inguinale profondo, che può irradiarsi alla faccia anteriore della coscia, al gluteo o al ginocchio;
- dolore che aumenta con il carico e con il cammino e migliora con il riposo, per poi diventare presente anche di notte nelle fasi avanzate;
- limitazione della rotazione interna e dell’abduzione dell’anca;
- andatura claudicante e riduzione progressiva della distanza percorribile.
Dolore all'anca in soggetti a rischio
Un dolore inguinale persistente in una persona in terapia corticosteroidea prolungata, con anemia falciforme, con consumo elevato di alcol o con un precedente trauma dell'anca va valutato precocemente: una radiografia normale non esclude l'osteonecrosi e può essere necessaria una risonanza magnetica.
Diagnosi e stadiazione
Il sospetto nasce dalla storia clinica e dall’esame dell’anca. Gli esami hanno ruoli precisi:
- Radiografia del bacino e dell’anca: può essere normale nelle fasi iniziali; nelle fasi successive mostra sclerosi, l’immagine a mezzaluna sotto la superficie articolare (segno del crescent sign), l’appiattimento e il collasso della testa femorale.
- Risonanza magnetica: è l’esame di riferimento, individua la necrosi prima delle alterazioni radiografiche, permette di misurare l’estensione e la sede della lesione e di studiare l’anca controlaterale.
- TC: utile per definire una frattura subcondrale o il grado di collasso quando la decisione chirurgica è incerta.
La stadiazione più utilizzata è quella ARCO, che combina reperti di imaging, presenza di frattura subcondrale, collasso della testa e coinvolgimento dell’acetabolo. Le informazioni prognostiche più importanti sono lo stadio, la dimensione della lesione e la sua posizione rispetto alla zona di carico.
Trattamento
La scelta dipende dallo stadio, dall’estensione, dall’età e dalle condizioni generali. Il punto fondamentale, sostenuto dalla letteratura, è che nessun trattamento non chirurgico ha dimostrato di far regredire la necrosi e che una parte importante delle lesioni ampie in zona di carico progredisce verso il collasso. L’obiettivo, nelle fasi precoci, è quindi cercare di preservare l’articolazione.
| Fase | Opzioni valutate | Note |
|---|---|---|
| Precoce, prima del collasso | Riduzione del carico, controllo del dolore, correzione dei fattori di rischio (corticosteroidi, alcol, fumo) | Misure di supporto: da sole raramente sufficienti nelle lesioni estese |
| Precoce, prima del collasso | Decompressione centrale (core decompression), da sola o associata a innesto osseo, concentrati midollari o cellule | Le revisioni sistematiche indicano risultati migliori quando la decompressione è combinata con innesto o terapie biologiche, soprattutto nelle lesioni piccole e medie |
| Precoce, prima del collasso | Farmaci come i bisfosfonati o gli anticoagulanti in casi selezionati | Prove ancora incerte e discordanti: valutazione strettamente specialistica |
| Precoce, prima del collasso | Stimolazione biofisica (campi elettromagnetici pulsati, stimolazione elettrica) | Da valutare con il medico come supporto nel percorso di cura. |
| Precoce/intermedia in pazienti giovani | Osteotomie femorali, innesti ossei vascolarizzati | Tecniche complesse, in centri con esperienza specifica |
| Avanzata, dopo il collasso | Protesi totale d'anca | Trattamento di riferimento nelle fasi con collasso e artrosi secondaria, con buoni risultati su dolore e funzione |
Fattori modificabili
Quando l'osteonecrosi è associata a corticosteroidi, alcol o fumo, la revisione di questi fattori è parte del trattamento. Nessuna terapia corticosteroidea va però sospesa o modificata autonomamente: la variazione della posologia spetta esclusivamente al medico prescrittore.
Controindicazioni e precauzioni
- portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
- gravidanza;
- neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
- epilessia non controllata.
La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.
Domande frequenti
L’osteonecrosi asettica del femore guarisce spontaneamente?
Le lesioni molto piccole e lontane dalla zona di carico possono rimanere stabili, ma le lesioni estese in zona di carico tendono a progredire verso il collasso della testa femorale. Non è corretto attendere passivamente: serve una valutazione ortopedica per stabilire stadio ed estensione.
Camminare peggiora la situazione?
Nelle fasi precoci il medico può indicare una riduzione temporanea del carico, per esempio con l’uso di bastoni o stampelle. Questa misura riduce il dolore ma non ha dimostrato da sola di impedire la progressione: le indicazioni vanno personalizzate.
Serve sempre la protesi d’anca?
No. La protesi è il trattamento di riferimento quando la testa del femore è collassata o si è sviluppata artrosi secondaria. Nelle fasi precoci si valutano procedure che conservano l’articolazione, come la decompressione centrale associata a innesto o a terapie biologiche.
La risonanza magnetica è sempre necessaria?
È l’esame più sensibile ed è indicata quando esiste un sospetto clinico, anche con radiografia normale, perché individua la necrosi in fase iniziale e permette di studiare anche l’anca opposta.
La magnetoterapia CEMP può guarire la necrosi?
Magnetoterapia CEMP e noleggio a domicilio
Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.
Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.
Controindicazioni e precauzioni
- portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
- gravidanza;
- neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
- epilessia non controllata.
La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.
Il noleggio della magnetoterapia CEMP permette di svolgere il ciclo di sedute a casa, con apparecchi certificati come dispositivi medici, consegna inclusa e assistenza tecnica dedicata. Per i modelli disponibili e le modalità di consegna è possibile consultare il sito ufficiale del servizio di noleggio oppure contattare il numero 081 0098420, attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.
Fonti scientifiche
- Nontraumatic Osteonecrosis of the Femoral Head: Where Do We Stand Today? A 5-Year Update. The Journal of Bone and Joint Surgery (American Volume), 2020. PubMed
- Avascular Necrosis of Femoral Head – Overview and Current State of the Art. International Journal of Environmental Research and Public Health, 2022. PubMed
- Combination use of core decompression for osteonecrosis of the femoral head: A systematic review and meta-analysis. Computational and Mathematical Methods in Medicine, 2021. PubMed
- The role of electrical stimulation in the management of avascular necrosis of the femoral head in adults: a systematic review. BMC Musculoskeletal Disorders, 2017. PubMed
- Biophysical stimulation with pulsed electromagnetic fields in osteonecrosis of the femoral head. The Journal of Bone and Joint Surgery (American Volume), 2006. PubMed
Avvertenza importante
Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.
Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.
La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.
