Frattura del quinto metatarso: Diagnosi e trattamento

Pubblicato il 27 giugno 2023 · Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2026

frattura piede metatarso con magnetoterapia

La frattura del quinto metatarso è una delle lesioni più comuni del piede. Il quinto metatarso è l’osso lungo che si trova sul bordo esterno del piede e collega il cuboide alla base del quinto dito; la sua estremità posteriore, la tuberosità, sporge lateralmente e riceve l’inserzione del tendine del peroniero breve.

La sede della rima di frattura conta più di ogni altra cosa: la porzione prossimale ha una vascolarizzazione precaria e in alcuni punti guarisce con difficoltà, mentre le fratture della diafisi e del collo consolidano in genere senza problemi.

Le zone di frattura e la frattura di Jones

La base del quinto metatarso viene suddivisa, secondo la classificazione di Lawrence e Botte, in tre zone. La distinzione non è accademica: cambia radicalmente prognosi e trattamento.

  • Zona 1 — tuberosità. È la frattura da avulsione, detta anche pseudo-Jones: il tendine del peroniero breve strappa un frammento della tuberosità durante una torsione del piede. È la più frequente e ha un’ottima capacità di guarigione, quasi sempre senza chirurgia.
  • Zona 2 — giunzione metafiso-diafisaria. È la vera frattura di Jones, descritta da Sir Robert Jones nel 1902. Qui si trova un’area di spartiacque vascolare che rende la consolidazione difficile, con un tasso elevato di mancata unione.
  • Zona 3 — diafisi prossimale. Comprende soprattutto le fratture da stress, tipiche degli atleti, anch’esse a rischio di guarigione lenta.

Più distalmente si collocano le fratture della diafisi e del collo, tra cui la cosiddetta dancer’s fracture, una frattura spiroide che guarisce in genere bene.

Per un approfondimento dedicato puoi leggere la nostra pagina sulla frattura di Jones del processo stiloideo.

Sintomi

I sintomi compaiono subito dopo il trauma e sono ben localizzati:

  • Dolore sul bordo esterno del piede, in corrispondenza della base del quinto dito, che aumenta con il carico.
  • Gonfiore ed ecchimosi nella zona laterale del piede.
  • Difficoltà a camminare o a sostenere il peso sull’arto colpito.
  • Dolorabilità alla pressione diretta sulla tuberosità.

Nelle fratture da stress il quadro è diverso: il dolore compare in modo graduale durante l’attività sportiva, migliora con il riposo e tende a ripresentarsi alla ripresa. È un campanello d’allarme che non va ignorato, perché può precedere una frattura completa.

Cause

Il meccanismo più comune è una torsione del piede in inversione con appoggio sul bordo esterno: tipica dei cambi di direzione nel calcio, nel basket e nella corsa su terreno irregolare. Meno frequenti sono i traumi diretti, come la caduta di un peso sul piede.

Altri fattori aumentano il rischio:

  • sovraccarico ripetuto negli sport di endurance, che può portare a frattura da stress;
  • osteoporosi e ridotta densità ossea, soprattutto nell’età avanzata;
  • calzature inadeguate o un appoggio del piede alterato, come nel piede cavo, che concentra il carico sul bordo esterno.

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’esame clinico e sull’imaging:

  1. Radiografia (Rx) del piede in proiezione antero-posteriore, obliqua e laterale: individua la frattura e, soprattutto, la zona in cui cade la rima.
  2. Tomografia computerizzata (TC): utile nelle fratture comminute e nel sospetto di mancata consolidazione.
  3. Risonanza magnetica (RM): è l’esame di scelta nelle fratture da stress, che spesso non si vedono in radiografia nelle prime settimane.

Va tenuto presente che nel bambino e nell’adolescente il nucleo di ossificazione della tuberosità può essere scambiato per una frattura: la distinzione spetta al radiologo.

Trattamento e tempi di recupero

Il trattamento dipende dalla zona e dalla scomposizione:

  • Zona 1 (avulsione della tuberosità) — trattamento conservativo: scarpa rigida o tutore, carico progressivo secondo tolleranza. La guarigione avviene in genere in 6-8 settimane.
  • Zona 2 (frattura di Jones) e zona 3 — più delicate. Nelle forme acute si può optare per gesso e scarico completo, ma i tempi si allungano e il rischio di mancata consolidazione resta alto: negli sportivi e nei casi scomposti è spesso preferita la sintesi precoce con vite endomidollare.
  • Fratture della diafisi e del collo — in genere conservative, con immobilizzazione e ripresa graduale del carico.

La riabilitazione comprende recupero della mobilità di caviglia e avampiede, rinforzo dei peronei, rieducazione propriocettiva e, quando serve, un plantare per riequilibrare l’appoggio.

frattura del v metatarso

Magnetoterapia CEMP a noleggio per la frattura del quinto metatarso

La magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP) è una terapia fisica non invasiva impiegata come coadiuvante nella consolidazione ossea: i campi pulsati stimolano l’attività degli osteoblasti e favoriscono la formazione del callo. Nel quinto metatarso trova impiego soprattutto nelle fratture di zona 2 e zona 3 e nelle fratture da stress, cioè proprio dove lo spartiacque vascolare rende la guarigione più lenta e il rischio di pseudoartrosi più alto.

La magnetoterapia non sostituisce immobilizzazione, chirurgia o fisioterapia: si affianca a questi trattamenti e va utilizzata su indicazione dell’ortopedico.

Perché il noleggio. Il ciclo dura settimane e va seguito con continuità, in un periodo in cui il piede è in scarico e gli spostamenti sono scomodi. Il noleggio della magnetoterapia con consegna a domicilio permette di svolgerlo a casa, applicando la fascia di chiusura solenoide sull’avampiede per più ore al giorno o durante la notte, secondo lo schema prescritto.

Noleggiomagnetoterapia.it mette a disposizione dispositivi certificati — N° Registrazione 779429, Ministero della Salute, CE Classe IIa — con noleggio a partire da 99€ per 20 giorni, consegna inclusa in tutta Italia, fattura elettronica, nessuna cauzione e detraibilità fiscale del 19%. Per informazioni chiama 02 5004 23 05: ti risponderà un nostro fisioterapista.

Fonti e avvertenze

Contenuto redatto sulla base della letteratura ortopedica di riferimento:

Pagina pubblicata il 27 giugno 2023 e aggiornata il 25 luglio 2026. Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. La magnetoterapia va utilizzata solo dopo consiglio o prescrizione medica.

Per noleggiare la magnetoterapia contattaci ora: ti risponderà un nostro fisioterapista

Articoli simili