Cos’è lo scafoide. Tipi di frattura e terapia
Frattura dello scafoide: tipi, sintomi, diagnosi e terapia
Pubblicato il 21 luglio 2022 · Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2026
Lo scafoide è uno degli otto ossicini del carpo, situato sul versante radiale del polso alla base del pollice. Ha una forma allungata che ricorda una piccola barca — da cui il nome — ed è l’osso del carpo che si frattura più spesso, in genere per una caduta sulla mano tesa con polso in iperestensione.
La sua particolarità è la vascolarizzazione retrograda: il sangue entra dal polo distale e risale verso quello prossimale. Una frattura può quindi interrompere l’apporto ematico alla porzione prossimale, con rischio di necrosi avascolare e di mancata consolidazione. Il rischio cresce quanto più la rima di frattura è prossimale.
Tipi di frattura dello scafoide
Le fratture dello scafoide si distinguono soprattutto in base alla sede, perché è questa a condizionare la prognosi:
- Polo prossimale — la più insidiosa: il frammento resta privo di apporto vascolare diretto e il rischio di necrosi avascolare è massimo.
- Terzo medio (waist) — la sede più frequente in assoluto.
- Polo distale — la porzione meglio vascolarizzata, con la prognosi migliore e tempi di guarigione più brevi.
Il secondo criterio è la scomposizione: le fratture composte, con i frammenti allineati e stabili, si trattano in genere senza chirurgia; quelle scomposte richiedono una sintesi per ripristinare l’anatomia e ridurre il rischio di pseudoartrosi.
Cause e sintomi
Il meccanismo tipico è la caduta sulla mano tesa con il polso in iperestensione: accade nello sport, in bicicletta, sugli sci o in una banale caduta accidentale.
I sintomi sono meno appariscenti di quanto ci si aspetterebbe da una frattura, ed è proprio questo a renderla insidiosa:
- Dolore alla base del pollice, sul versante radiale del polso, che peggiora con il movimento e con la presa.
- Dolorabilità alla palpazione della tabacchiera anatomica: è il segno clinico più caratteristico.
- Gonfiore modesto e riduzione della forza di presa.
- Limitazione dei movimenti del polso, spesso senza deformità visibile.
Poiché il quadro può sembrare una semplice distorsione, molte fratture dello scafoide vengono riconosciute in ritardo. Un dolore al polso che persiste per giorni dopo una caduta va sempre valutato dal medico.
Diagnosi
La diagnosi combina esame clinico e imaging:
- Radiografia (Rx) del polso con proiezioni dedicate per lo scafoide. Nelle prime settimane la rima di frattura può non essere visibile: una radiografia negativa non esclude la lesione.
- Tomografia computerizzata (TC): definisce con precisione sede e scomposizione, ed è la base della pianificazione chirurgica.
- Risonanza magnetica (RM): è l’esame più sensibile nelle fratture occulte e consente di valutare precocemente la vitalità del frammento prossimale.
In presenza di dolorabilità della tabacchiera anatomica con radiografia negativa, la condotta corretta è immobilizzare comunque il polso e ripetere la valutazione dopo 10-14 giorni, oppure passare subito a TC o RM.
Trattamento
Trattamento conservativo. È indicato nelle fratture composte e stabili, soprattutto del terzo medio e del polo distale. Prevede immobilizzazione con apparecchio gessato o tutore tipo spica del pollice, per un periodo che va in genere da 6 a 12 settimane, con controlli radiografici seriati per verificare la consolidazione.
Trattamento chirurgico. È indicato nelle fratture scomposte, in quelle del polo prossimale e nei casi in cui si voglia ridurre il tempo di immobilizzazione. Si esegue con una vite dedicata a compressione, inserita quando possibile per via percutanea, con incisione minima.
Complicanze e riabilitazione
Le due complicanze principali sono la pseudoartrosi (mancata consolidazione) e la necrosi avascolare del polo prossimale: se trascurate possono evolvere nel tempo verso un quadro degenerativo del polso, con dolore e perdita di funzione. Il fumo aumenta in modo significativo il rischio di mancata consolidazione.
Dopo la rimozione dell’immobilizzazione il polso risulta rigido: la fisioterapia serve a recuperare gradualmente articolarità e forza di presa. Già durante il periodo di gesso o tutore è utile mantenere in movimento dita, gomito e spalla, per evitare rigidità a distanza.
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La magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP) è una terapia fisica non invasiva impiegata come coadiuvante nella consolidazione ossea: i campi pulsati stimolano l’attività degli osteoblasti e favoriscono la formazione del callo. Proprio perché lo scafoide ha una vascolarizzazione precaria ed è tra le sedi a maggior rischio di ritardo di consolidazione, è una delle fratture in cui l’ortopedico ricorre più spesso a questo tipo di supporto.
La magnetoterapia non sostituisce immobilizzazione, chirurgia o fisioterapia: si affianca a questi trattamenti e va utilizzata su indicazione medica.
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Fonti e avvertenze
Contenuto redatto sulla base della letteratura ortopedica di riferimento:
- Scaphoid Wrist Fracture — StatPearls, NCBI Bookshelf (National Library of Medicine)
- Anatomy, Shoulder and Upper Limb: Hand Anatomical Snuff Box — StatPearls, NCBI Bookshelf
- Assiotis A. et al., Pulsed electromagnetic fields for the treatment of tibial delayed unions and nonunions, Journal of Orthopaedic Surgery and Research, 2012
Pagina pubblicata il 21 luglio 2022 e aggiornata il 25 luglio 2026. Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. La magnetoterapia va utilizzata solo dopo consiglio o prescrizione medica.
