Pubblicato: 29 Luglio 2025 · Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2026

Il morbo di Haglund — più correttamente deformità o sindrome di Haglund — è una causa frequente di dolore posteriore del tallone. Alla base c’è una prominenza ossea della porzione postero-superiore del calcagno che, sfregando contro il tendine d’Achille e contro il bordo rigido della scarpa, provoca dolore, gonfiore e infiammazione dei tessuti compresi tra osso e tendine.

Non è una malattia infettiva né un tumore, e il termine «morbo» è solo un’eredità storica: si tratta di un problema meccanico di conflitto. Quando la prominenza ossea si associa a borsite retrocalcaneare e a tendinopatia inserzionale dell’Achille si parla di sindrome di Haglund vera e propria.

In sintesi

  • Dolore e tumefazione dietro il tallone, spesso con una bozza dura visibile e arrossata.
  • È scatenato dallo sfregamento contro le calzature: scarpe chiuse e rigide dietro peggiorano il quadro.
  • La radiografia laterale del calcagno mostra la prominenza ossea; ecografia e risonanza valutano borsa e tendine.
  • Il trattamento inizia sempre conservativo: modifica delle scarpe, rialzo, gestione del carico ed esercizio progressivo.
  • Se i sintomi persistono a lungo si valuta la calcaneoplastica; le revisioni indicano esiti favorevoli, con vantaggi della tecnica endoscopica sulla tecnica aperta.
Morbo di Haglund Sintomi e trattamento

Che cos’è e perché fa male

Il calcagno presenta posteriormente una tuberosità sulla quale si inserisce il tendine d’Achille. Tra la porzione superiore dell’osso e il tendine si trova la borsa retrocalcaneare, un piccolo cuscinetto che riduce l’attrito; più superficialmente, tra tendine e pelle, c’è la borsa retro-achillea.

Quando la tuberosità postero-superiore è particolarmente prominente, ogni volta che la caviglia va in flessione dorsale il tendine viene schiacciato contro l’osso. Il risultato è un doppio danno: la borsa si infiamma e si gonfia, e le fibre tendinee dell’inserzione subiscono una compressione ripetuta che ne altera la struttura. La descrizione originaria di questo quadro risale al chirurgo svedese Patrick Haglund, all’inizio del Novecento.

Non confondere con la malattia di Sever

Nei bambini e negli adolescenti il dolore posteriore del tallone è molto più spesso dovuto alla apofisite calcaneare (malattia di Sever), una sofferenza del nucleo di crescita, che si risolve con la maturazione scheletrica e con la gestione del carico. La sindrome di Haglund riguarda tipicamente l’adulto. Solo il medico può distinguere i due quadri.

Cause e fattori favorenti

FattoreRuolo nel disturbo
Conformazione del calcagnoUna tuberosità postero-superiore prominente aumenta il conflitto con tendine e borsa
Calzature con contrafforte rigidoScarpe da lavoro, scarponi, scarpe da calcio o da pattinaggio comprimono direttamente la zona
Piede cavo e retropiede varoModificano l’orientamento del calcagno e concentrano la pressione posteriore
Rigidità del tricipite suraleRiduce la flessione dorsale disponibile e aumenta compressione e tensione sull’inserzione
Sovraccarico sportivoCorsa in salita, sprint, salti e aumenti rapidi del volume di allenamento
Malattie infiammatorieNelle spondiloartriti l’entesite achillea può simulare o accompagnare il quadro, spesso su entrambi i talloni

Sintomi

Il segno più caratteristico è il dolore dietro il tallone, che aumenta indossando scarpe chiuse, camminando in salita, salendo le scale e nei primi passi dopo il riposo. Spesso si vede e si tocca una tumefazione dura, talvolta arrossata e calda, in corrispondenza della prominenza ossea; alla palpazione il dolore è evocato ai due lati del tendine, appena sopra la sua inserzione.

Con il tempo compaiono difficoltà nella scelta delle calzature, dolore nella spinta e riduzione della tolleranza alla corsa. La rigidità mattutina è comune quando coesiste una tendinopatia inserzionale achillea.

Situazioni che richiedono una valutazione medica rapida

  • Dolore improvviso con schiocco e impossibilità di spingere sulla punta del piede: sospetta rottura del tendine d’Achille.
  • Tallone caldo, molto arrossato e gonfio con febbre o malessere generale.
  • Dolore bilaterale in una persona giovane con rigidità mattutina prolungata o coinvolgimento di altre articolazioni: valutazione reumatologica.
  • Ulcerazione o lesione della pelle sopra la tumefazione, in particolare nelle persone con diabete.

Diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica: osservazione della bozza posteriore, palpazione mirata, valutazione della flessione dorsale della caviglia, dell’assetto del retropiede e del contrafforte delle calzature abitualmente indossate.

La radiografia laterale del calcagno in carico documenta la prominenza ossea e le eventuali calcificazioni dell’entesi. L’ecografia valuta borsite retrocalcaneare e stato del tendine; la risonanza magnetica è utile nei casi complessi, nei sospetti di edema osseo del calcagno o in previsione di chirurgia. Nessun singolo esame sostituisce la valutazione clinica: prominenze ossee possono essere presenti anche in talloni non dolorosi.

Trattamento conservativo

Il primo obiettivo è togliere il conflitto meccanico. In pratica: scarpe con retro morbido o aperto dietro, eliminazione temporanea delle calzature rigide, rialzo del tacco di uno-due centimetri per ridurre la flessione dorsale, cuscinetti di protezione sulla zona, adattamento del plantare quando esiste un difetto di appoggio.

Va poi ridotto ciò che riacutizza il dolore (salite, scale, corsa veloce, salti) senza passare al riposo assoluto, e va impostato un programma di esercizio progressivo per il tricipite surale, con movimento inizialmente limitato al piano del suolo per non comprimere l’inserzione. Il ghiaccio locale aiuta nelle fasi più dolorose, mentre i farmaci antinfiammatori vanno usati solo su indicazione medica.

Tra le terapie strumentali, le onde d’urto sono quelle con le prove migliori nella tendinopatia inserzionale associata. Le infiltrazioni di corticosteroidi nel tendine sono da evitare per il rischio di rottura; eventuali iniezioni ecoguidate in sedi selezionate sono decisione esclusivamente specialistica.

I tempi di miglioramento sono lunghi: spesso tre-sei mesi di gestione coerente. La costanza nella modifica delle calzature è l’elemento che più frequentemente fa la differenza.

Quando serve la chirurgia

L’intervento si considera dopo un percorso conservativo ben condotto e non risolutivo, in genere di almeno sei mesi. Consiste nella calcaneoplastica, cioè nella resezione della prominenza ossea, associata alla rimozione della borsa infiammata e, se necessario, alla pulizia del tendine degenerato.

Una revisione sistematica con meta-analisi sul trattamento chirurgico della deformità di Haglund riporta buoni risultati funzionali complessivi. Il confronto tra tecniche, in una revisione sistematica pubblicata su Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy, indica che la calcaneoplastica endoscopica offre esiti funzionali migliori, un tasso di complicanze inferiore e tempi di recupero più brevi rispetto alle tecniche aperte. La scelta dipende comunque dall’anatomia, dallo stato del tendine e dall’esperienza del chirurgo.

Domande frequenti

La bozza dietro il tallone può sparire senza operazione?

La prominenza ossea non si riduce con le terapie conservative, ma il gonfiore dei tessuti molli che la circonda può diminuire nettamente: molte persone diventano asintomatiche pur mantenendo la bozza, semplicemente eliminando il conflitto con la scarpa.

Che scarpe devo usare?

Sono preferibili calzature con retro morbido o aperto, con un leggero rialzo del tacco e senza contrafforte rigido che prema sulla zona dolente. Vanno evitate temporaneamente scarpe da lavoro rigide, scarponi e calzature sportive con bordo posteriore alto.

Posso continuare a correre?

Nelle fasi dolorose è opportuno ridurre volume, salite e velocità, mantenendo attività tollerate come cammino in piano, bicicletta o nuoto. La ripresa della corsa è graduale e guidata dai sintomi, meglio se supervisionata da un fisioterapista.

Il cortisone risolve il problema?

Le iniezioni di corticosteroidi a contatto con il tendine d’Achille sono sconsigliate per il rischio di indebolimento e rottura. Eventuali infiltrazioni ecoguidate in sedi selezionate possono essere valutate solo dallo specialista.

Quanto dura il recupero dopo la calcaneoplastica?

Dipende dalla tecnica e dall’eventuale trattamento del tendine. Le revisioni indicano un recupero più rapido con la tecnica endoscopica; i tempi precisi e il protocollo di carico vanno definiti dal chirurgo che esegue l’intervento.

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Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
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La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

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Fonti scientifiche

  • Surgical Treatment of Haglund’s Deformity: A Systematic Review and Meta-Analysis. Cureus, 2022. PubMed
  • Endoscopic calcaneoplasty for the treatment of Haglund’s deformity provides better clinical functional outcomes, lower complication rate, and shorter recovery time compared to open procedures: a systematic review. Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy, 2021. PubMed
  • Minimally Invasive and Endoscopic Treatment of Haglund Syndrome. Foot and Ankle Clinics, 2019. PubMed
  • Achilles tendon disorders. Medical Clinics of North America, 2014. PubMed
  • Heel Pain: Diagnosis and Management. American Family Physician, 2025. PubMed
  • Nonoperative treatments of insertional Achilles tendinopathy: a systematic review. Journal of Orthopaedic Surgery and Research, 2021. PubMed
  • Short-term Effects of Pulsed Electromagnetic Field Therapy for Achilles Tendinopathy: A Randomized Controlled Trial. Orthopaedic Journal of Sports Medicine, 2024. PubMed

Avvertenza importante

Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.

Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.

La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.

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