Pubblicato: 28 Aprile 2025 · Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2026

Il collo chirurgico dell’omero è il restringimento dell’osso subito sotto la testa omerale, appena al di sotto delle inserzioni tendinee. È la sede più frequente delle fratture della porzione prossimale dell’omero e prende questo nome proprio perché è il punto in cui l’osso si rompe più spesso.

Colpisce soprattutto persone anziane con osso osteoporotico, dopo una caduta a terra dalla propria altezza, e più raramente soggetti giovani in traumi ad alta energia. Il dato più importante da conoscere è che la maggior parte di queste fratture non richiede un intervento chirurgico.

In sintesi

  • È la frattura più comune dell'omero prossimale, tipica dell'età avanzata.
  • La diagnosi è radiografica; la TC serve nelle fratture complesse o per la pianificazione chirurgica.
  • Va sempre valutato il nervo ascellare, che decorre in prossimità della frattura.
  • Uno studio randomizzato di riferimento (PROFHER) non ha mostrato vantaggi della chirurgia rispetto al trattamento conservativo nelle fratture scomposte dell'omero prossimale.
  • La mobilizzazione precoce guidata è decisiva per evitare la rigidità di spalla.
frattura collo chirurgico omero Sintomi e trattamento

Come si produce

Il meccanismo più comune è la caduta sull’arto superiore esteso o direttamente sulla spalla. Nell’anziano, la fragilità ossea legata all’osteoporosi fa sì che sia sufficiente un trauma a bassa energia: la frattura del collo chirurgico è infatti considerata una frattura da fragilità, al pari di quella del polso, del femore prossimale e delle vertebre.

Nel giovane serve invece un trauma ad alta energia, come un incidente stradale, una caduta dalla bicicletta o un trauma sportivo, e in questi casi sono più frequenti le scomposizioni importanti e le lesioni associate.

La direzione dello spostamento dei frammenti dipende dalla trazione dei muscoli che si inseriscono sull’omero: la cuffia dei rotatori tende a ruotare la testa, mentre il grande pettorale sposta medialmente la diafisi.

Sintomi e segni

Il quadro tipico comprende:

  • dolore intenso alla spalla e alla parte alta del braccio, che aumenta con qualsiasi movimento;
  • impotenza funzionale: il paziente sostiene il braccio con la mano opposta;
  • gonfiore ed ecchimosi che nei giorni successivi si estendono lungo il braccio e talvolta fino al torace o al gomito: è un’evoluzione attesa e non indica un peggioramento;
  • deformità del profilo della spalla nelle fratture molto scomposte;
  • crepitio alla mobilizzazione, da non ricercare attivamente.

Il controllo del nervo ascellare

Il nervo ascellare passa vicino al collo chirurgico e può essere coinvolto. Un'alterazione della sensibilità sulla faccia esterna della spalla (la cosiddetta «mostrina») o l'impossibilità di contrarre il deltoide vanno segnalate subito al medico. Ugualmente da segnalare: mano fredda o pallida, formicolii diffusi, perdita di forza alla mano.

Diagnosi

La diagnosi si basa sulla radiografia della spalla, che dovrebbe comprendere più proiezioni (antero-posteriore vera, a Y di scapola e, quando possibile, ascellare) per definire con precisione lo spostamento dei frammenti ed escludere una lussazione associata.

La TC viene richiesta nelle fratture pluriframmentarie, quando il coinvolgimento delle tuberosità non è chiaro o quando si sta valutando l’intervento chirurgico. La risonanza magnetica non è un esame di routine e serve solo in casi selezionati, per esempio per lo studio della cuffia dei rotatori.

La classificazione più usata è quella di Neer, che considera quanti dei quattro segmenti principali dell’omero prossimale (testa, tuberosità maggiore, tuberosità minore, diafisi) sono scomposti oltre determinati limiti di spostamento o di angolazione.

Trattandosi spesso di una frattura da fragilità, in età avanzata è opportuna anche una valutazione della salute ossea e del rischio di nuove fratture, da concordare con il medico curante.

Trattamento

Su questo punto la letteratura è particolarmente informativa. Lo studio randomizzato PROFHER ha confrontato trattamento chirurgico e trattamento conservativo in adulti con fratture scomposte dell’omero prossimale, in gran parte a livello del collo chirurgico, senza rilevare differenze rilevanti negli esiti riferiti dai pazienti. La revisione Cochrane sugli interventi per le fratture dell’omero prossimale negli adulti giunge a conclusioni coerenti, segnalando che per molte di queste fratture la chirurgia non offre vantaggi dimostrati.

SituazioneTrattamento abituale
Frattura composta o con scomposizione contenutaTrattamento conservativo: tutore o reggibraccio per alcune settimane, controllo del dolore, mobilizzazione precoce guidata dal fisioterapista
Frattura scomposta in paziente anzianoIl trattamento conservativo resta un'opzione valida: la decisione tiene conto di autonomia, dominanza dell'arto, condizioni generali e aspettative funzionali
Frattura molto instabile, lussazione associata, frattura espostaTrattamento chirurgico: sintesi con placca e viti o chiodo endomidollare
Fratture pluriframmentarie complesse nell'anzianoIn casi selezionati si valuta la protesi inversa di spalla
Lesione neurologica o vascolareValutazione specialistica urgente

La conseguenza pratica è importante: l’assenza di intervento non è una rinuncia alla cura. Nel trattamento conservativo il risultato dipende quasi interamente dalla qualità della riabilitazione.

Riabilitazione: l'elemento decisivo

La complicanza più frequente di questa frattura non è la mancata guarigione dell’osso, ma la rigidità della spalla. L’immobilizzazione prolungata è il principale fattore di rischio: per questo il percorso prevede in genere l’avvio precoce di esercizi pendolari e della mobilizzazione passiva, già nelle prime settimane e secondo le indicazioni dello specialista, mentre il rinforzo attivo viene introdotto più tardi, quando la consolidazione lo consente.

Le fasi successive comprendono il recupero dell’articolarità attiva, il rinforzo della cuffia dei rotatori e dei muscoli scapolari e infine il ritorno alle attività quotidiane e lavorative. Il recupero funzionale completo può richiedere diversi mesi e nell’anziano non sempre è totale.

Non improvvisare gli esercizi

Il tipo di esercizio e il momento in cui introdurlo dipendono dalla stabilità della frattura. Eseguire movimenti attivi troppo presto può scomporre i frammenti; restare immobili troppo a lungo produce rigidità. Il programma va definito dall'ortopedico insieme al fisioterapista.

Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

Domande frequenti

Quanto tempo bisogna tenere il tutore?

In genere alcune settimane, ma la durata esatta dipende dalla stabilità della frattura e viene stabilita dall’ortopedico sulla base dei controlli radiografici. L’obiettivo è togliere il supporto appena possibile per iniziare la mobilizzazione.

Bisogna operarsi?

Nella maggior parte dei casi no. Gli studi randomizzati e le revisioni sistematiche non hanno dimostrato vantaggi della chirurgia rispetto al trattamento conservativo per molte fratture scomposte dell’omero prossimale. L’indicazione chirurgica riguarda quadri selezionati, come le fratture molto instabili o con lussazione associata.

L’ecchimosi che scende lungo il braccio è preoccupante?

In genere no: è l’evoluzione normale dell’ematoma, che si distribuisce per gravità e può arrivare al gomito o al torace. Vanno invece segnalati subito dolore in rapido aumento, mano fredda o pallida, formicolii persistenti e perdita di forza.

Tornerò a muovere la spalla come prima?

Molti pazienti recuperano una funzione soddisfacente, ma una certa limitazione dei movimenti estremi può permanere, soprattutto in età avanzata. Il fattore che più incide sul risultato è l’inizio precoce e regolare della riabilitazione.

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Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.

Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

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Fonti scientifiche

  • Interventions for treating proximal humeral fractures in adults. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2022. PubMed
  • Surgical Versus Nonsurgical Treatment of Adults With Displaced Fractures of the Proximal Humerus: The PROFHER Randomized Clinical Trial. Journal of Orthopaedic Trauma, 2016. PubMed
  • Proximal humerus fracture(s): A review of current practice. Journal of Clinical Orthopaedics and Trauma, 2023. PubMed
  • Electromagnetic field stimulation for treating delayed union or non-union of long bone fractures in adults. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2011. PubMed
  • Pulsed electromagnetic field stimulation for acute tibial shaft fractures: a multicenter, double-blind, randomized trial. The Journal of Bone and Joint Surgery (American Volume), 2011. PubMed

Avvertenza importante

Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.

Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.

La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.

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