Pubblicato: 18 Febbraio 2026 · Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2026

Le falangi sono le piccole ossa che formano le dita della mano e del piede. Una infrazione ossea della falange è una frattura incompleta e non scomposta: la rima non attraversa tutto lo spessore dell’osso e i frammenti restano allineati. È una delle lesioni più comuni in assoluto, perché le dita sono esposte a schiacciamenti, urti e torsioni sia in casa sia nello sport.

Sembra un problema minore, ma la mano non perdona gli errori: nelle dita il vero rischio non è la mancata guarigione dell’osso, bensì la rigidità e la deviazione rotatoria che possono residuare se l’immobilizzazione è troppo lunga o mal impostata. Questa pagina spiega come si riconosce, che cosa deve controllare il medico e come si imposta il recupero.

In sintesi

  • Infrazione è sinonimo di frattura composta e incompleta: l’osso è fessurato ma allineato.
  • La radiografia va eseguita sul dito interessato e in più proiezioni, non solo sulla mano intera.
  • Il medico controlla sempre la rotazione del dito a pugno chiuso: una deviazione va corretta, anche se la frattura sembra banale.
  • Il trattamento tipico è sindattilia (buddy taping) o splint per un periodo breve, seguito da mobilizzazione precoce.
  • La consolidazione richiede in genere 3–6 settimane; il recupero completo di forza e mobilità può richiedere qualche mese.
frattura dito

Come e perché si producono

MeccanismoEsempi
SchiacciamentoPorta, cassetto, martello, oggetto pesante caduto sul dito o sul piede
Trauma assialePallone o palla che colpisce la punta del dito (pallavolo, basket, calcio a 5)
TorsioneDito che resta impigliato in un indumento, in una rete, in un attrezzo
IperestensioneCaduta con la mano aperta, contrasto sportivo
Urto del piedeDito che sbatte contro uno spigolo o un mobile, calzature inadeguate
Osso fragileOsteoporosi, terapie croniche con cortisone, patologie metaboliche dell’osso

Nelle dita della mano le falangi più coinvolte sono la prossimale e la media; nel piede prevalgono le falangi del quinto dito e dell’alluce.

Sintomi e segni da controllare

  • Dolore localizzato che si riproduce premendo sul punto della lesione.
  • Gonfiore rapido del dito, talvolta esteso al dorso della mano o del piede.
  • Ematoma sottocutaneo o sotto l’unghia.
  • Difficoltà a piegare o estendere completamente il dito.
  • Nell’infrazione, di norma, nessuna deformità evidente: il dito appare dritto.

Situazioni che richiedono valutazione immediata

  • Dito ruotato: chiudendo delicatamente il pugno un dito accavalla gli altri invece di puntare verso lo scafoide.
  • Impossibilità di estendere attivamente l’ultima falange (sospetto di lesione tendinea, come nel dito a martello).
  • Ferita aperta, osso esposto, morso.
  • Ematoma sotto l’unghia molto esteso e dolorosissimo, o unghia divelta.
  • Dito freddo, pallido o insensibile.

Diagnosi

La radiografia mirata sul dito in almeno due-tre proiezioni è l’esame chiave: una lastra della sola mano in proiezione frontale può nascondere una rima per sovrapposizione. Quando le immagini sono dubbie ma il dolore è localizzato e persistente, lo specialista può richiedere un controllo radiografico a distanza di 10–14 giorni o, in casi selezionati, una TC o una risonanza magnetica.

Oltre all’immagine conta l’esame clinico: valutazione della rotazione e dell’allineamento, tenuta dei legamenti collaterali, capacità di flettere ed estendere attivamente ogni articolazione del dito, stato dell’unghia e della cute.

Trattamento e riabilitazione

Le infrazioni allineate e stabili si trattano senza intervento. Il principio guida è immobilizzare il minimo indispensabile e riprendere presto il movimento, perché le articolazioni delle dita si irrigidiscono molto rapidamente.

FaseIndicazioni generali
Prime 48–72 oreGhiaccio a intervalli, mano o piede sollevati, rimozione di anelli, protezione del dito
1–3 settimaneSindattilia con il dito vicino o splint su misura secondo indicazione; movimenti attivi delle articolazioni non coinvolte
3–6 settimaneRiduzione progressiva della protezione, esercizi di flesso-estensione, recupero della presa
Dopo la consolidazioneRinforzo, lavoro sulla rigidità residua con terapista della mano, ritorno graduale a sport e lavoro manuale

Nel piede la gestione è più semplice: sindattilia con il dito adiacente, calzatura rigida o suola a suola piatta e carico secondo tolleranza. Fanno eccezione le fratture dell’alluce e quelle articolari, che vanno valutate dallo specialista.

L’errore più comune

Tenere il dito immobilizzato «per sicurezza» molto oltre il tempo indicato. Nelle dita la rigidità da immobilizzazione prolungata è un problema più frequente e più difficile da risolvere della frattura stessa: i tempi vanno rispettati in entrambe le direzioni, senza accorciarli e senza allungarli di iniziativa.

Domande frequenti

Come distinguo un’infrazione da una semplice contusione?

Non è possibile farlo con certezza a occhio. Un dolore molto localizzato sull’osso, che persiste oltre qualche giorno e peggiora con il carico o la presa, giustifica una radiografia.

Devo ingessare il dito?

Nella maggior parte delle infrazioni stabili basta la sindattilia o uno splint leggero per poche settimane. Il gesso circolare è riservato a casi particolari e la scelta spetta allo specialista.

Quando posso tornare a fare sport?

Per le attività senza contatto spesso già durante il periodo di protezione, con il dito bendato al vicino. Per gli sport di palla e di contatto si attende in genere la consolidazione radiografica e il recupero della mobilità, quindi almeno 4–6 settimane, sempre su indicazione medica.

Il dito è rimasto gonfio e rigido: è normale?

Un certo gonfiore può persistere per settimane o mesi. La rigidità invece va affrontata attivamente: se dopo la fine dell’immobilizzazione la mobilità non migliora, è opportuno un percorso con un terapista della mano.

Che cosa faccio se ho un ematoma sotto l’unghia?

Se è piccolo e poco dolente si osserva. Se occupa gran parte dell’unghia e provoca dolore pulsante intenso va valutato subito, perché può essere necessario drenarlo e perché spesso si associa a una lesione del letto ungueale.

Magnetoterapia CEMP e noleggio a domicilio

Se il medico o lo specialista che ti segue ti ha prescritto o consigliato la magnetoterapia a campi elettromagnetici pulsati (CEMP), il ciclo di sedute può essere svolto anche a casa. Indicazione, numero di sedute, durata giornaliera e posizionamento vanno stabiliti da chi ti ha in cura, all’interno del percorso di trattamento e riabilitazione che ti è stato indicato.

Le diverse sigle commerciali e i parametri utilizzati sono spiegati nella pagina dedicata a nomi e definizioni della magnetoterapia CEMP.

Controindicazioni e precauzioni

  • portatori di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
  • gravidanza;
  • neoplasie in fase attiva nell’area di trattamento;
  • epilessia non controllata.

La presenza di mezzi di sintesi metallici non è di per sé una controindicazione, ma l’applicazione va sempre confermata dallo specialista.

Il noleggio della magnetoterapia CEMP permette di svolgere il ciclo di sedute a casa, con apparecchi certificati come dispositivi medici, consegna inclusa e assistenza tecnica dedicata. Per i modelli disponibili e le modalità di consegna è possibile consultare il sito ufficiale del servizio di noleggio oppure contattare il numero 081 0098420, attivo tutti i giorni dalle 08:00 alle 21:00.

Fonti scientifiche

  • Proximal Phalanx Fracture Management. Hand (New York, N.Y.), 2018. PubMed
  • An overview of mallet finger injuries. Acta Bio-Medica: Atenei Parmensis, 2021. PubMed
  • Hemi-hamate Arthroplasty for Base of Middle Phalanx Fracture: A Systematic Review. Hand (New York, N.Y.), 2023. PubMed
  • Bone stress injuries. Nature Reviews Disease Primers, 2022. PubMed
  • Primary bone marrow oedema syndromes. Rheumatology (Oxford), 2014. PubMed
  • Calcium and vitamin D in bone fracture healing and post-traumatic bone turnover. European Cells & Materials, 2018. PubMed

Avvertenza importante

Questo contenuto ha finalità puramente divulgative e non è un articolo scientifico né una linea guida clinica: le informazioni riportate sono una sintesi divulgativa della letteratura citata in fondo alla pagina.

Non sostituisce in alcun modo la visita, la diagnosi, la prescrizione o il parere del medico. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi terapia.

La magnetoterapia e le altre terapie fisiche vanno utilizzate solo su prescrizione medica: il noleggio non ha valore diagnostico e non sostituisce il percorso di cura indicato dal professionista.

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